Libia, raid governo Tripoli su truppe Haftar. E’ giallo su trasferimento del personale Eni

Libia, raid governo Tripoli su truppe Haftar. E’ giallo su trasferimento del personale Eni
6 aprile 2019

L’aviazione del governo di Accordo Nazionale (GNA) libico ha lanciato “raid aerei sulle posizioni dell’esercito del generale Khalifa Haftar a Mizda, a sud di Gharyan e Souq Al-Khamis, sudest di Tripoli. Secondo una fonte nelle fila dei militari del Lna (militari fedeli ad Haftar), non ci sono feriti”, scrive l’account Twitter della missione di monitoraggio speciale per la Libia. E’ rischio guerra nei cieli ora in Libia. Le forze del generale Khalifa Haftar hanno annunciato di aver decretato una no-fly zone sulla parte ovest del Paese.

“L’unita’ di crisi delle Forze dell’aria annuncia che la regione occidentale e’ una zona militare dove l’aviazione e’ interdetta” e “qualsiasi aereo militare o drone” sara’ considerato “un obbiettivo nemico”, si afferma sulla pagina Facebook del portavoce dell’Esercito nazionale libico, Ahmed Mismari.  “Qualsiasi aereo militare in questa regione sara’ considerato un obbiettivo nemico e l’aeroporto da cui e’ decollato sara’ bombardato”, si afferma nel comunicato di Mismari. Come riportato da media, le milizie filo-Sarraj da ieri stanno compiendo raid a sud di Tripoli. Il ministero della Salute libico, scrive il Libya Observer, ha dichiarato lo stato di emergenza in tutti gli ospedali di Tripoli. La dichiarazione di emergenza è legata all’escalation militare degli ultimi giorni e i violenti scontri in diverse parti della Libia occidentale, come Qasr bin Ghashir e Wadi Al-Rabi e nella zona dell’aeroporto della capitale.

Intanto, si apprende che l’inviato delle Nazioni unite per la Libia, Ghassan Salame, incontrerà il premier del governo di unità nazionale riconosciuto dalla comunità internazionale (Gna) Fayez al Sarraj a Tripoli. Salame ha partecipato alla sessione di ieri del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla Libia. Ed è giallo sui lavoratori dell’Eni. Fonti informate hanno confermato il trasferimento del personale del gruppo idrocarburi si trovava a Tripoli, dove è in corso un’offensiva delle truppe del generale Khalifa Haftar. Ma la stessa Eni aveva reso noto che “la situazione nei campi è sotto controllo e stiamo monitorando l’evolversi della situazione con molta attenzione”. Un portavoce dell’Eni aveva spiegato che l’azienda “non ha personale attualmente presente a Tripoli”.

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Tra conferme e smentite in Libia è caos totale. La direzione generale sicurezza del distretto libico Abu Salim, frattanto, ha negato che le forse dell’operazione Dignità, guidate dal generale Khalifa Haftar, abbiano il controllo dell’aeroporto internazionale di Tripoli. Una risposta al portavoce delle milizie dell’uomo forte della Cirenaica, Ahmed al-Mismari, che aveva rivendicato di aver preso il controllo dello scalo a sud della capitale, scrive Libya Observer. Una nota di Palazzo Chigi annuncia che “il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto stamani una conversazione telefonica con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Il Presidente Conte ha espresso la sua preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Libia, preoccupazione fortemente condivisa da Guterres che ha da poco lasciato il Paese libico al termine di diversi incontri, tra cui quello con Haftar”.

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