ll cardinale riattacca la luce in un palazzo occupato a Roma. Salvini: spero che paghi anche le bollette

ll cardinale riattacca la luce in un palazzo occupato a Roma. Salvini: spero che paghi anche le bollette
Il cardinale, Konrad Krajewski
12 maggio 2019

“E Dio disse luce e luce fu”. E’ quanto ha twittato Spin Time Labs, che rappresenta il palazzo occupato con circa 420 persone che ci vivono a Roma, via di Santa Croce in Gerusalemme. La notte scorsa, infatti, è tornata la luce nello stabile, al buio e senza acqua calda dal 6 maggio a causa di un debito di 300mila euro per le bollette. A risolvere la situazione è stato il Vaticano, nella persona dell’elemosiniere del Papa, il cardinale Krajewsky, che avrebbe riattaccato personalmente il contatore sigillato, prendendosene la responsabilità. Gli occupanti, con un “presidio notturno”, hanno evitato un nuovo distacco della corrente. Sulla situazione è stata convocata un’assemblea pubblica lunedì 13 maggio alle 18 a via di Santa Croce in Gerusalemme.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno. “Sto raccogliendo elementi, ho sentito il Comune, la Prefettura e la Questura”, spiega Matteo Salvini durante un comizio in provincia di Cuneo, trasmesso in diretta su facebook, “e’ la notizia di apertura di tutti i siti: c’e’ questo palazzo occupato a Roma dove ci stavano 3-400 persone che non pagavano le bollette e quindi giustamente la societa’ che gestisce l’elettricita’ ha staccato la corrente perche’ le persone che lo occupavano abusivamente avevano accumulato un debito di 300 mila euro. E’ arrivato un alto esponente del Vaticano – riferisce ancora Salvini – l’Elemosiniere del Santo Padre e ha riattaccato la luce. Io conto che dopo aver riattaccato la luce adesso paghi anche i 300 mila euro di bollette arretrate. A proposito di diritti e doveri, penso che voi tutti, magari facendo dei sacrifici, le bollette le pagate. Se c’e’ qualcuno in grado di pagare le bollette di milioni di italiani in difficolta’ noi siamo felici e aspettiamo la sua disponibilita’ economica. Se si paga per chi occupa un palazzo abusivamente, allora che si paghi per tutti gli italiani che ne hanno bisogno. Mi sembra un ragionamento normale, rispettoso, cristiano…”, ha concluso il ministro dell’Interno.

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150 FAMIGLIE IN STABILE AIUTATO DA ELEMOSINIERE

“Spin Time Labs e’ un bene comune, un cantiere di rigenerazione urbana, una nuova dimensione dell’abitare e un centro culturale polifunzionale. Un tetto per piu’ di 150 famiglie, una sala concerti ed eventi e un auditorium per orchestre, conferenze e assemblee”. E’ cosi’ che i responsabili del palazzo ex Inpdap occupato dal 2013 in via Santa Croce di Gerusalemme a Roma, descrivono la loro attivita’. A tutt’oggi, ci vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realta’ culturali. “Organizziamo corsi, spettacoli e laboratori teatro, iniziative per bambini e attivita’ di assistenza sociale – spiegano – Ma Spin Time e’ anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai piu’ bisognosi”.

All’interno c’e’ anche un laboratorio di restauro delle opere d’arte delle basiliche romane di San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme curato in contatto diretto con il Vicariato di Roma. Lo stabile e’ stato occupato 12 ottobre 2013 da “Action Diritti in Movimento” a scopo abitativo. “L’ex sede dell’Inpdap, da anni in abbandono, fu occupata, liberata ed aperta da subito per diventare la casa per centinaia di persone bisognose – continuano da Spin Time -. Dopo la fine dell’esperienza di Casale Pachamama, abbiamo deciso di riqualificare il piano terra e il piano -1, per sviluppare e costruire attivita’ e laboratori. Il 28 giugno 2014 iniziano i lavori, partendo dall’osteria. A febbraio 2015 abbiamo ospitato la presentazione del libro ‘Una rivoluzione ci salvera” di Naomi Klein: l’auditorium fu riempito da oltre 500 persone, mentre in sala L la diretta streaming era seguita da 1000 persone.

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Dal 10 maggio 2016 inizio’ il nostro sciopero della fame, che duro’ circa 20 giorni: sotto il nome di #vitedascarto una ventina di attivisti hanno attuato una forma di protesta contro il decreto di Tronca, allora commissario straordinario del comune di Roma, che stroncava la delibera regionale che cercava di sanare l’emergenza abitativa e le occupazioni. Nell’ottobre 2017 abbiamo organizzato un grande assessorato per la rigenerazione coinvolgendo decine di realta’, il quartiere e gli occupanti, e delineando orizzonti comuni. La rigenerazione dello spazio e l’organizzazione di manifestazioni culturali ed artistiche e’ in continuo divenire, ad oggi conta numerosi spazi attivi, e vuole arrivare alla realizzazione concreta di una nuova dimensione abitativa, culturale, sociale, lavorativa ed economica”.

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