Lupi solitari e rischio attentati in Italia, due arresti in sette giorni

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28 novembre 2018

Il palestinese arrestato questa mattina a Macomer, nel nuorese, aveva in mente di compiere un attentato terroristico e gli inquirenti su questo avrebbero raccolto elementi utili. L’arresto avvenuto in Sardegna arriva a una settimana dal fermo di un egiziano che aveva un ‘piano di azione’ per compiere una azione dopo anni di indottrinamento on-line. Issam Elsayed Shalabi, è il nome del presunto terrorista fermato il 21 novembre scorso a Milano in una operazione denominata “Lupi del deserto” con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo.

“Stava preparando il passaporto per partire e compiere attentati all’estero”, ha spiegato dopo il suo arresto Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo nel corso di un incontro. Un lupo solitario? Gli inquirenti dicono sì. Di certo si sa che l’uomo aveva lavorato come addetto alle pulizie in un McDonald’s di Colonnella, in provincia di Teramo, e nel giro di pochi anni aveva cambiato anche fisionomia, passando da un semplice e onesto immigrato egiziano a punto di riferimento della comunità che guarda alla Jihad come “soluzione di tutti i problemi”. Issam Shalabi, 22 anni per gli inquirenti “è una figura di grandissimo spessore perché parliamo di soggetto che dalle innumerevoli intercettazioni della polizia giudiziaria è emerso che Shalabi è un soggetto accreditato presso l’Is (lo Stato islamico), in contatto diretto e autorizzato a disporre di comunicazioni che arrivano dal centro del sedicente Stato islamico”.

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Grazie a numerose chat presenti su Telegram e ricorrendo anche a canali-specchio (mirror) capaci di veicolare comunicazioni anche quando i canali liberi venivano chiusi. “Un soggetto pronto alla guerra e più volte ha sostenuto di essere elemento importante, non era solo un fruitore” ma “una persona che utilizzava tecniche informative molto particolari e addentro all’uso”. Shalabi aveva richiesto il passaporto all’ambasciata egiziana e questo ha fatto pensare che fosse pronto ad andare in un altro Paese, e forse con intenti terroristici operativi. Altre due persone sono state denunciate in stato di libertà nell’indagine: un egiziano 21enne domiciliato nel Teramano e per il quale è scattato il decreto di espulsione da parte del Viminale in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato; e un altro egiziano, 23 anni, residente a Piacenza ma al momento irreperibile perché risulterebbe all’estero. “Ma sono in corso indagini per rintracciarlo”, si aggiunge. Shalabi Issam Elsayed Elsayed Abouelamayem, nato ad Eldakahlia (Egitto) il primo luglio ’96, viveva in una casa di via Meucci a Milano, ma negli ultimi tempi aveva cambiato 4 volte indirizzo. Non sembrano esserci, al momento, elementi di collegamento tra le due attività antiterrorismo. Quella avvenuta oggi in Sardegna e quella di una settimana fa.

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