Luxuria, rinviata puntata Alla Lavagna, temi scomodi?

Luxuria, rinviata puntata Alla Lavagna, temi scomodi?
Vladimir Luxuria
10 dicembre 2018

“Ho appena saputo che per la seconda volta il programma ‘Alla Lavagna’ previsto su Rai3 in cui parlo di bullismo e omofobia in una classe con i bambini e’ stato spostato, non so quando e se andra’ in onda: forse in questo periodo certi temi sono troppo scomodi persino per Rai3?”. Vladimir Luxuria protesta cosi’ sui social media e Arcigay l’appoggia: “La domanda che Luxuria pone – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay – e cioe’ se il continuo rinvio sia da attribuire a una censura dall’alto a temi come il contrasto al bullismo omotransfobico, e’ legittima e interpella direttamente la direzione di Rai3, alla quale anche noi chiediamo spiegazioni esaurienti”.

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“La perplessita’ si trasforma in vero e proprio allarme – prosegue Piazzoni, dubbioso sull’opportunita’ del format televisivo per trattare l’argomento con i minori – nel constatare che il programma ha gia’ mandato in onda due puntate con in cattedra rappresentanti del governo (i ministri Salvini e Toninelli) e nel frattempo ha scelto di censurare la puntata di Luxuria, che evidentemente rappresenta temi non graditi alla maggioranza parlamentare. Questa lettura, che trova riscontro nei fatti, trasformerebbe quella trasmissione da format educativo, a nostro avviso gia’ discutibile, a vera e propria propaganda che strumentalizza i minori. E’ percio’ indispensabile – conclude – che la rete fornisca a questo punto i dovuti chiarimenti”.

Protesta anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center (“Chiediamo all’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini un incontro per chiarimenti su quanto accaduto, ed essere rassicurati che la nuova Rai non ritorni indietro di 20 anni, quando parlare correttamente di lesbiche gay e trans era un tabu'”), mentre Patrizia Prestipino (Pd), membro della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, annuncia un’interrogazione parlamentare “per fare chiarezza sulla vicenda. Nessuno pensi di riportare la Rai al Medioevo. Certe pratiche anacronistiche e squallide devono rimanere soltanto un ricordo della tv in bianco e nero”.

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