M5s: bocciatura Upb un atto di guerra che non ci fermerà

M5s: bocciatura Upb un atto di guerra che non ci fermerà
Il vice premier, Luigi Di Maio
10 ottobre 2018

Il M5s contro l’Upb per la bocciatura della nota di aggiornamento del Def. In un post su facebook il M5s parla di “veri e propri atti di guerra” che “non ci fermeranno. La Manovra del Popolo andrà avanti, perché ciò che abbiamo promesso, e per cui siamo stati votati insieme alla Lega da 17 milioni di italiani, va realizzato. Senza se e senza ma”.

Nel post si legge che “icordiamo bene chi ha nominato Giuseppe Pisauro, Alberto Zanardi e Chiara Goretti, rispettivamente Presidente e consiglieri dell`Ufficio Parlamentare di Bilancio, organismo teoricamente indipendente che valuta le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del governo. Furono Pietro Grasso e Laura Boldrini nell`aprile 2014, durante il governo Renzi. Cosa potevamo aspettarci da un organismo che risponde ancora ad una ex maggioranza oggi ridotta a rabbiosa opposizione?”.

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L`Ufficio Parlamentare di Bilancio “si è rifiutato di validare la nostra Nota al Def, che per la prima volta dopo tanti anni presenta stime di crescita prudenti. Veniamo da un recente passato in cui i governi gonfiavano sistematicamente le stime di crescita per promettere alla Ue un deficit più basso di quello poi realizzato a consuntivo. Ora il governo stima una crescita per il 2019 di soli 0,6 punti più alta di quella prevista a bocce ferme (+1,5 invece di +0,9) nonostante le tante misure espansive proposte (investimenti produttivi, reddito di cittadinanza, detassazione per le imprese). E l`Upb che fa? Ci boccia le stime!
Si conferma un organismo tutt`altro che indipendente, che giudica i documenti finanziari in base ad obiettivi strettamente politici”.

Cosa diceva il M5s quando l’Upb bocciò il Def di Padoan

“L’Ufficio parlamentare di bilancio (organismo che rappresenta tutto l`arco costituzionale) per la prima volta quest`anno non ha validato le previsioni del governo sulla crescita per il 2017. Ossia stanno sparando balle su balle e raccontando che l’Italia crescerà ma non è vero nulla”. Così il sottosegretario all’economia, Laura Castelli, commentava nell’ottobre del 2016 la bocciatura delle previsioni del Def presentato dall’allora ministro per l’economia Pier Carlo Padoan.

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I componenti dell’Upb erano gli stessi di oggi: Giuseppe Pisauro presidente, affiancato da Chiara Goretti ed Alberto Zanardi, definiti oggi in un post del Movimento “un organismo tutt’altro che indipendente”. Ma il loro giudizio sul def di Padoan faceva dire a Castelli: “l’unica cosa che continua ad aumentare ad ogni rilevazione è il debito pubblico. Falsificano i dati sulla crescita per fare campagna elettorale per il referendum costituzionale di dicembre. Non è possibile fidarsi di questa gente. Ogni cosa che dicono è falsa”.

In un altro post la stessa Sottosegretaria all’Economia pubblicava una foto dell’audizione di Padoan all’indomani della non validazione dell’Upb e commentava: “Ecco qui Padoan. Siamo in commissione Bilancio. Oggi proverà a dire altre bugie sui conti del bilancio dello Stato. Le bugie, non convalidate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, saranno portate a Bruxelles. E intanto noi italiani paghiamo”.

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