M5s, codice etico e poltrone. E tra i grillini è rivolta contro Cancelleri

M5s, codice etico e poltrone. E tra i grillini è rivolta contro Cancelleri
Luigi Di Maio e Giancarlo Cancelleri
14 settembre 2019

Rischia di diventare carta straccia, il codice etico del MoVimento Cinquestelle. Norme e buoni propositi da libro dei sogni, spesso strategicamente mandati alle ortiche per poter conquistare una poltrona. Geniale l’idea di Luigi Di Maio in caso di elezioni anticipate, di considerare il primo mandato come mandato “zero” per non superare i due mandati previsti dallo statuto 5stelle. Insomma, una cosa del genere… Ora, invece, tocca a un suo fedelissimo, Giancarlo Cancelleri, che per conquistare la poltrona di viceministro delle Infrastrutture abbandona gli elettori che in Sicilia l’hanno fatto deputato regionale per dare una “svolta” all’Isola. Ma lui, il 44enne nisseno che nel 2013 ha portato anche sua sorella Azzurra al parlamento nazionale (rieletta lo scorso anno), sta preparando le valige per volare a Roma e giurare da vice della dem, Paola De Micheli. Sì, Cancelleri ha presentato al parlamento siciliano le dimissioni, lasciando di conseguenza anche la vice presidenza dell’Ars. Ma questa è la legge.

Invece, il fedelissimo di Di Maio ha violato una delle norme pentastellate: chi si candida assume un impegno con gli elettori, ed è quindi tenuto a portare a termine il suo mandato. E siccome il mandato all’Ars di Cancelleri è iniziato due anni fa, doveva continuare a mantenere l’impegno con gli elettori fino al 2022. Sui social s’è scatenata una guerra, innumerevoli gli attacchi al più dimaiano dei 5stelle. Massimo Cossu: “Ma lei è già consigliere regionale? Violata quindi un’altra regola del Movimento: dovrebbe prima completare il mandato oppure non ci sono persone valide per il ruolo di VM?”. Gioacchino Loporcaro: “Con la nomina di Cancelleri si cestina un’altra regola d’oro del M5S. Cancelleri è stato votato per fare il presidente di Regione non il sottosegretario e che ca…”. E sì, Cancelleri si era candidato governatore della Sicilia, e proprio per la sua non vittoria è divenuto parlamentare regionale. E qui c’è materia per gli azzeccagarbugli, in quanto con le sue dimissioni, si crea un vulnus senza precedenti.

Infatti, non si può fare scorrere la lista 5 stelle, non si può fare scorrere il listino e appare difficile se non impossibile che si possa passare al candidato presidente sconfitto successivo (di altra estrazione politica peraltro). E così la situazione che si viene a creare è già allo studio dell’ufficio legislativo e legale dell’Ars che dovrà dare una indicazione. Ma la Rete non molla. A molti non va giù la scelta di Cancelleri che per andare a fare il viceministro lascia la carica di deputato regionale. Mela Buccheri: “Giancarlo siete diventati peggio degli altri…”. Nicola Paparozzi: “HAI VIOLATO LA REGOLA DEL MOVIMENTO, NON SI ACCETTANO DOPPI INCARICHI !!!”. Filippo Strano: “Cancelleri ti devi vergognare, i siciliani ti hanno votato all’Ars”. E via con questi toni.

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I vertici dei 5stelle, dal canto loro, rivendicano però la bontà della scelta dell’ex candidato M5S alla presidenza della Regione Sicilia. “In quel ministero – viene spiegato – ci serviva un mastino, uno che sapesse fare politica. Giancarlo ha seguito con Danilo Toninelli molti dossier sulle infrastrutture al Sud ma soprattutto sarà il nostro ‘cane da guardia’ sul tema delle concessioni autostradali”. Ma questo non giustifica di mandare alle ortiche lo statuto tanto caro al garante del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo. A proposito di garante, che ne pensa il comico di questo pirandelliano scenario?

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