Il M5s è contrario al gioco d’azzardo, ma se lo sta spolpando fino all’ultimo euro

Il M5s è contrario al gioco d’azzardo, ma se lo sta spolpando fino all’ultimo euro
22 dicembre 2018

Il MoVimento Cinque Stelle è contrario al gioco d’azzardo, ma se lo sta spolpando fino all’ultimo euro. Nella manovra sono state inserite norme capestro e tasse alle stelle ma che soprattutto colpiscono molto più giocatori ed esercenti e non certo le lobby. L’ultima modifica apportata nel maxi emendamento – da tutti evocato ma che nessuno conosce – è relativa all’aumento del Preu. Parliamo del prelievo erariale unico sugli apparecchi per il gioco e che sale all’1,40 per cento rispetto alla prima bozza che riportava invece l’1,25 per cento.

Mentre la percentuale destinata alle vincite (pay-out) passa dal 69 al 68 per cento e dall’84,5 all’84 per cento. Viene, inoltre, confermato l’aumento dell’imposta unica dovuta sui giochi a distanza (che dal 20% passa al 25% del margine), sulle scommesse a quota fissa su rete fisica (che dal 18% passa al 20% del margine) e a distanza (dal 22% al 24%) e sulle scommesse simulate (dal 20% al 22%).
In sostanza, un effetto “vampirismo” alla luce dei dieci miliardi che l’esecutivo gialloverde s’è visto mancare dalla casse di Palazzo Chigi a causa del tira e molla durato settimane tra Roma e Bruxelles. Quindi, s’è a caccia di denaro. E avendo raschiato quasi tutto il barile, Di Maio e & azzanna il gioco d’azzardo che vale più di tre finanziarie.

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In soldoni, secondo stime dell’Agimeg, parliamo di una raccolta relativa a quest’anno, di 107,3 miliardi di euro (+5,6%), una spesa effettiva degli italiani- giocate al netto delle vincite – di 18,9 miliardi (+0,4%), ed entrate erariali per poco meno di 9,9 miliardi (+0,9%). Tornando ai provvedimenti, è stata anche stoppata la deroga su divieto pubblicità sponsor azzardo. Dal 1° gennaio 2019, sarà vietata qualsiasi sponsorizzazione e nessuna deroga va data a livello pubblicitario. Ma entrando nel merito della lotta contro il gioco d’azzardo, per i grillini non sono tutte medaglie da mettere al petto. Molte le cose che promesse in campagna elettorale non sono state fatte. Su tutte le furie è l’Associazione Gestori e Costruttori Apparecchi da Intrattenimento.

“Anche questo governo è in linea con il vecchio per quanto concerne l’azzardo – tuona Benedetto Palese, presidente di Arcai -. Proroga le concessioni e rinvia la sostituzione degli slot di altri due anni. Le lobby hanno fatto arrivare le loro richieste a Palazzo Chigi che prontamente le ha accettate. Di Maio e Salvini non rispettano quello che loro stessi hanno firmato nel contratto di governo: l’eliminazione di videolottery e slot machine”. In altri termini, secondo Palese, “è stato nuovamente elevato il prelievo fiscale per rimpinguare ancor di più le casse statali con i soldi della povera gente”. Tradotto: “Lo Stato diventa sempre più ‘biscazziere’ e ‘dipendente’ delle lobby che continueranno a dettare legge”. Ma quel che interessa ai pentastellati è fare cassa.

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