Manovra, l’altolà di Conte irrita alleati. Di Maio e Renzi tra “meraviglia” e paletti

Manovra, l’altolà di Conte irrita alleati. Di Maio e Renzi tra “meraviglia” e paletti
Giuseppe Conte
20 ottobre 2019

Non ci sono ultimatum sulla manovra. Cosi’ Luigi Di Maio e Matteo Renzi replicano a Giuseppe Conte, che, ieri a Perugia, aveva invitato tutti a “fare squadra” sulla legge di bilancio, avvertendo che “e’ fuori” dal governo “chi non la pensa cosi'”. All’indomani del monito dai toni ‘ultimativi’ del presidente del Consiglio, la reazione del capo politico del M5s non e’ per niente ‘soft’. “Sono soddisfatto che sia stato convocato il vertice di maggioranza, domani, e potremo discutere di questo”, premette, da Matera, dove si trova per la presentazione del padiglione italiano a Expo Dubai 2020. “Ma – aggiunge, subito dopo – devo dire anche che i toni di queste ore mi meravigliano, mi sorprendono e ci addolorano come Movimento 5 stelle, ma non e’ il tema del Movimento, toni del tipo ‘O si fa cosi’ o si va a casa’ fanno del male anche al Paese e al governo perche’ in politica si ascolta e si prendono in considerazione le proposte della prima forza politica che regge questo governo che e’ il Movimento. Perche’, se va a casa il Movimento e’ difficile che possa esistere ancora la coalizione di Governo, anzi quasi impossibile”.

“Secondo me non c’e’ nessun ultimatum, contro-ultimatum, credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni”, chiarisce. Di Maio poi ribadisce su Facebook le “tre proposte imprescindibili” che il M5s portera’ al vertice, a tutela del “popolo delle partite Iva”, a favore del “carcere per i grandi evasori” e di meno rigore su limiti al contante e Pos. Dall’altra parte, Renzi, dal palco della Leopolda, a Firenze, insiste sulla cancellazione di ‘quota 100’ sulle pensioni (“uno spot che costa 20 miliardi”), che per M5s non si tocca. Tutti temi che verranno affrontati nel vertice di maggioranza convocato domani, prima della riunione del Consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere alle 19 (con all’ordine del giorno al momento il decreto sisma).

“Caro presidente, se vuoi combattere l’evasione fiscale e chiedi alla forze politiche se sono d’accordo, ti faccio conoscere il luogo da cui sono nate le misure che hanno fatto recuperare 15 miliardi di evasione. Sono nate su questo palco e se hai cambiato idea rispetto allo scorso anno, siamo felici di lavorare con te”, dice poi, rivolto al premier. Nel suo discorso di chiusura della tre giorni fondativa di Italia viva, Renzi poi respinge le accuse di voler rottamare “il treno della legislatura”, che “arrivera’ al 2023” – assicura – e avra’ il compito di scegliere il capo dello Stato. “Chi vuole scendere prima puo’ farlo. Noi invece intendiamo garantire al Paese un’alternativa al bullismo istituzionale”.

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