Marte, nuove possibilità di vita grazie ad acqua salata

Marte, nuove possibilità di vita grazie ad acqua salata
23 ottobre 2018

Marte non è certo il pianeta ideale per ospitare la vita così come la conosciamo: la superficie è bombardata da radiazioni letali per il Dna e la presenza di acqua è stata confermata solo sotto forma di ghiaccio e minerali idrati, mentre nell’atmosfera è presente appena una traccia di ossigeno.

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Ma, come riporta la rivista scientifica Nature Geoscience, le possibilità di trovare forme di vita sono aumentate sensibilmente grazie ad un nuovo studio sulla possibile presenza di acqua salata vicino alla superficie, acqua che potrebbe contenere una quantità di ossigeno disciolto sufficiente da sostenere delle forme di vita batterica; anzi, un alcuni casi potrebbe esservene abbastanza da ospitare animali semplici amanti dell’ossigeno come le spugne. Tutto ciò non garantisce certo la presenza di forme di vita, ma suggerisce che il Pianeta Rosso non sia così inospitale come si riteneva.

In base ai rilevamenti delle sonde infatti l’atmosfera marziana è composta in massima parte di anidride carbonica, con l’ossigeno che ne costituisce appena lo 0,145% (che si presume provenga dalle molecole di CO2 scisse dalla luce solare). In prima battuta ciò sembra escludere qualsiasi possibilità ma nel 2014 gli scienziati rimasero sorpresi nello scoprire in superficie dell’ossido di manganese, una sostanza la cui formazione richiede la presenza di batteri o di ossigeno: una possibile spiegazione è che si tratti degli effetti dell’atmosfera marziana primitiva, ancora ricca di elementi leggeri (persi per la scarsa massa gravitazionale del pianeta).

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Lo studio tuttavia indica una seconda possibilità: la presenza di acqua salata nei pressi della superficie, che grazie al contenuto di sali minerali – che abbassa il punto di congelamento – rimarrebbe quindi allo stato liquido. Tuttavia, tanto maggiore la quantità di sali tanto minore quella di ossigeno, mentre nello stesso tempo più bassa la temperatura e maggiore la quantità di ossigeno che può essere disciolto.

Per capire quale dei due effetti sarebbe stato preponderante i ricercatori hanno fatto ricorso ad un modello matematico e il risultato è che l’acqua salata a temperature minori di quella di congelamento dell’acqua pura contiene una quantità di ossigeno sufficiente per sostenere forme di vita batteriche, e forse anche forme più complesse. Inoltre, queste acque salate sarebbero presenti da milioni di anni. La difficoltà sta tuttavia nel riuscire a localizzarle: le probabilità maggiori si trovano infatti nelle regioni polari, dove i rover marziani tuttavia si trovano meno a loro agio per le temperature che ne ostacolano il funzionamento; inoltre, occorrerebbe esercitare grande attenzione per impedire ogni forma di contaminazione da parte di microbi terrestri.

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