Meno nubi sulla Groenlandia, forte rischio per i ghiacciai

25 luglio 2017

Il clima rovente sta accelerando in modo significativo lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, esacerbando gli effetti del surriscaldamento globale. Negli ultimi 20 anni, una marcata diminuzione della copertura delle nubi sulla Groenlandia durante l’estate ha permesso a un maggior numero di radiazioni solari di riscaldare i ghiacciai e i blocchi di ghiaccio, secondo una ricerca realizzata dall’Università di Bristol e pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances. Con l’utilizzo di immagini satellitari e modelli climatici, gli scienziati hanno scoperto che una riduzione di appena l’uno per cento delle nubi estive si traduce nel disgelo di 27 gigaton (un gigaton equivale a un miliardo di tonnellate) di ghiaccio in Groenlandia, equivalente al rifornimento domestico annuale di acqua negli Stati Uniti. La Groenlandia ha perso circa 4.000 gigaton di ghiaccio dal 1995, secondo i ricercatori, facendo dello scioglimento dei ghiacciai sull’imponente isola la maggiore causa dell’aumento del livello dei mari. “Fino ad oggi pensavamo che lo scioglimento recente della Groenlandia fosse causato quasi esclusivamente dalle alte temperature – ha spiegato il coordinatore dello studio, Stefan Hofer – il nostro studio mostra che c’è di più dell’aumento locale delle temperature e il mutamento della copertura delle nubi non è una cosa che durerà per poco, sta già accadendo da due decenni. E’ stata una grande sorpresa”.

 

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