I mercati promuovono Draghi per la rimoduazione del Qe

I mercati promuovono Draghi per la rimoduazione del Qe
Operatori finanziari della borsa valori di Francoforte
26 ottobre 2017

I mercati finanziari promuovono Mario Draghi e la strategia annunciata oggi dal board della banca centrale. Il dimezzamento del Qe a partire da gennaio a 30 miliardi al mese è una misura già scontata dai mercati. Ma le nuove modalità indicano che oggi l’Eurotower non ha avviato il tapering, ma solo una ricalibrazione del programma di acquisto di titoli da parte della Bce. La reazione dei mercati è stata positiva con borse in deciso rialzo, euro in flessione e acquisti sui titoli di Stato dell’area euro con il Btp decennale italiano tornato a un rendimento inferiore al 2%. Anna Maria Grimaldi, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sottolinea che “Draghi ancora una volta si è destreggiato abilmente ed è riuscito a convincere i mercati che le decisioni prese alla riunione odierna non sono il famigerato tapering, ovvero il graduale azzeramento degli acquisti di titoli, ma solo un aggiustamento dei volumi, giustificato da una maggiore fiducia nel recupero della dinamica inflazionistica a fronte di un quadro macroeconomico in netto miglioramento”. Anzi: Draghi ha assicurato che di tapering non si è proprio parlato. Nei fatti la BCE ha compiuto un altro passo verso la normalizzazione della politica monetaria. L`impegno alla gradualità è stato rispettato”. In concreto la Bce ha deciso di mantenere il qe quasi “open ended” ovvero di non comunicare una data ultima di spegnimento dello stesso. La BCE si è impegnata, difatti, a proseguire gli acquisti ad un ritmo di 30 miliardi al mese almeno fino a settembre 2018 o oltre, se necessario; tuttavia, è chiaro che dopo settembre sarà necessaria come minimo una nuova drastica riduzione. “La politica della Bce resta molto accomodante – rileva Oliver Adler, chief economist del credit Suisse – per un prolungato periodo. La Bce infatti mantiene aperta l’opzione di incrementare il programma di acquisto o estenderlo ulteriormente”.

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“La Bce ha adottato un posizionamento prodente – afferma Leon Cornelissen, capo economista di Robeco – l’obiettivo di Francoforte è quello di dare una chanche alla crescita e quindi preferisce eccedere in prudenza. La strategia della Bce di annunciare il processo di tapering senza impattare negativamente il mercato ha di fatto funzionato correttamente”. “La decisione della Bce è ampiamente in linea con le attese del mercato – indica Tim Graf di State Street – riconoscendo che un tapering graduale si adatta meglio all’attuale situazione economica”. “Questo non è il tapering – sottolinea Yves Longchamp di Ethenea – ma solo una rimodulazione del quantitative easing. Diversamente da quanto ci si aspettava Draghi non ha fornito molte nuove indicazioni sulla politica monetaria. Ci aspettavamo una data per la fine del Qe che non è però arrivata”. “Mario Draghi ha sottolineato ancora una volta che la Bce manterrà un approccio molto graduale alla propria politica monetaria – commenta Julien-Pierre Nouen, Chief Economic Strategist a Lazard Frères – e che i tassi a breve termine non subiranno aumenti se non ben dopo la sospensione degli acquisti. La Bce vuole evitare un irrigidimento non garantito delle condizioni finanziarie, come un altro brusco rialzo dell`euro oppure un incremento troppo rapido dei tassi di interesse a lungo termine. Dovessero verificarsi le due ipotesi, la BCE cercherebbe di evitarle utilizzando linee guida oppure ritoccando i parametri dei propri acquisti, fino forse ad acquistare per più tempo. Se, al contrario, l`inflazione dovesse subire una brusca accelerazione nei prossimi mesi, i fautori della linea dura alla BCE potrebbero cercare di accelerare il processo di normalizzazione”.

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