Metà italiani dichiara meno di 15mila

27 marzo 2014

Le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (Irpef) del Dipartimento delle Finanze relative all’anno d’imposta 2012 (dichiarazione dei redditi 2013) mostrano un quadro in cui la metà dei contribuenti non supera 15.654 euro di reddito complessivo. Per una corretta interpretazione dei dati statistici, fa sapere il Mef in un comunicato, occorre fare innanzitutto riferimento al contesto macroeconomico dell’anno: nel 2012 il PIL ha avuto una consistente contrazione (-0,8% in termini nominali e -2,5% in termini reali) in controtendenza rispetto alla lieve ripresa registrata nei due anni precedenti. Più di 41,4 milioni di contribuenti hanno assolto direttamente l’obbligo dichiarativo attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione Unico e 730, ovvero indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Modello 770). Il numero dei contribuenti risulta in lieve aumento (+0,2%) rispetto all’anno precedente. A livello nazionale il reddito complessivo totale dichiarato è pari a 800 miliardi di euro. Nel 2012 non concorrono alla formazione del reddito complessivo il reddito da abitazione principale ed i redditi fondiari di immobili non locati. Ai fini di un confronto omogeneo, se si considerano anche tali importi che nel 2011 rientravano nella nozione di reddito complessivo, (che vanno comunque riportati in dichiarazione) questo sale a circa 816 miliardi di euro (+1,4% rispetto al 2011). Questo incremento è determinato principalmente dalla crescita dei redditi da pensione (+2,1%) e dall’ingresso a tassazione ordinaria dei soggetti che sono stati costretti a fuoriuscire dal vecchio regime dei minimi, in quanto non avevano i requisiti per il nuovo regime fiscale di vantaggio. L’analisi della distribuzione dei redditi evidenzia che il 5% dei contribuenti con i redditi più alti, detiene il 22,7% del reddito complessivo, ossia una quota maggiore a quella detenuta complessivamente dalla metà dei contribuenti con i redditi più bassi.

ANALISI TERRITORIALE
L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.320 euro), seguita dal Lazio (22.100 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.170 euro. Nel 2012 il reddito medio nelle regioni del centro cresce meno della media nazionale.

TIPOLOGIE DI REDDITI DICHIARATE
Dall’analisi per tipologia di reddito, emerge che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 36.070 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 17.470 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.280 euro, quello dei pensionati pari a 15.780 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione in società di persone e assimilate è pari a 15.850 euro. Il confronto con l’anno d’imposta precedente mostra una crescita dei redditi medi da pensione (+1,7%) e da lavoro dipendente (+1,3%, che diventa +0,3% considerando i premi di produttività). Calano invece tutti i redditi legati alle attività imprenditoriali e professionali: impresa (-8%), lavoro autonomo (-14,7%) e partecipazione (-4,9%).

REDDITI FONDIARI
I redditi da fabbricati soggetti a tassazione ordinaria, pari a 21,2 miliardi di euro, subiscono una contrazione del 40% per effetto della non imponibilità nel 2012 dei redditi degli immobili non locati (6,8 miliardi di euro) e del reddito da abitazione principale (8,7 miliardi di euro). I redditi da fabbricati di immobili locati soggetti a tassazione sostitutiva (cedolare secca), dichiarati da più di 765 mila soggetti, presentano un incremento del 38% (per l’aliquota al 21%) e del 44% (per l’aliquota al 19%).

IVIE e IVAFE – Imposte sugli immobili situati all’estero e sulle attività finanziarie detenute all’estero
Oltre 113.000 soggetti hanno dichiarato immobili situati all’estero per un valore di circa 23 miliardi di euro, mentre i soggetti che risultano aver dichiarato attività finanziarie detenute all’estero sono circa 130.000 per un ammontare di 28 miliardi di euro.

CONFRONTO CON I LIVELLI PRECEDENTI LA CRISI
Molto interessante è un confronto delle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2012 rispetto a quelle dell’anno 2008. In termini di numero soggetti, rispetto all’anno prima della crisi, ci sono ora circa 350 mila lavoratori dipendenti in meno, 190 mila pensionati in meno (anche per effetto delle misure normative sui pensionamenti introdotte negli ultimi anni), 32 mila imprenditori in meno e 138mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. Al contrario si assiste ad un aumento dei lavoratori autonomi (+128 mila). In termini di redditi medi dichiarati, tenendo conto dell’inflazione, in quattro anni il reddito medio degli autonomi è calato in termini reali del 14,3% (evidenziando che l’aumento del numero dei soggetti in questa categoria è anche effetto della crisi del mercato del lavoro), quello degli imprenditori è calato dell’11% e quello dei dipendenti è calato del 4,6%, mentre il reddito medio da pensione è aumentato del 4,6%.

ADDIZIONALE REGIONALE E COMUNALE
L’addizionale regionale Irpef ammonta nel 2012 a più di 11 miliardi di euro (+0,46% rispetto al 2011). Il 50% dell’addizionale regionale totale proviene da quattro regioni: Lombardia (20%), Lazio (12%), Emilia Romagna (10%) e Campania (8%). L’addizionale regionale media è pari a 360 euro, quella più alta si registra nel Lazio (460 euro), seguito dalla Campania (440 euro), in relazione agli automatismi fiscali previsti in caso di deficit sanitario, quella più bassa si registra in Basilicata (250 euro). L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a 4 miliardi di euro, in forte aumento rispetto all’anno precedente (+20%) con un importo medio pari a 160 euro, contro i 130 dell’anno precedente. (Il Tempo)

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