Malaysia Airlines MH17, procura accusa filorussi: Mosca nega coinvolgimento

Malaysia Airlines MH17, procura accusa filorussi: Mosca nega coinvolgimento
28 settembre 2016

L’aereo della Malaysia Airlines MH17 abbattuto sull’Ucraina nel 2014 è stato colpito da un missile che fu portato in Ucraina dal territorio russo. E’ questa la conclusione a cui sono giunti gli inquirenti olandesi che hanno indagato sulla scomparsa del velivolo, convinti che il missile era sotto il controllo dei separatisti filorussi. Un epilogo che ha suscitato reazioni opposte a Kiev e Mosca. La prima ha rafforzato la propria convinzione di un “coinvolgimento diretto” della Russia; la seconda ha negato con decisione ogni implicazione nella strage. “In base all’inchiesta penale, abbiamo concluso che il volo MH17 è stato abbattuto da un missile BUK della serie 9M83, che è arrivato dal territorio della Federazione russa”, ha detto il capo dell’indagine della polizia olandese, Wilbert Paulissen, aggiungendo che il sistema di lancio è “stato poi riportato in Russia”. Cento persone sono state indagate per avere avuto “un ruolo attivo” e, per la prima volta, gli inquirenti hanno anche rivelato i nomi di due individui – che parlano russo – sui quali è in corso una ricerca di informazioni supplementari. Secondo quanto riferito, si tratta di due persone che utilizzano i soprannomi “Orion” e “Delfino”, identificate rispettivamente come Andrey Ivanovich e Nikolay Fiodorovich. Il team di indagine ha reso pubbliche cinque conversazioni telefoniche fra i due uomini, sottolineando tuttavia “di non avere prove del fatto che queste chiamate siano direttamente legate allo schianto del MH17”. Nella traduzione in inglese di queste conversazioni in russo, i due uomini evocano “un convoglio” diretto all’aeroporto attraverso la città di Sabivka. L’inchiesta sullo schianto del volo MH17 sopra i cieli dell’est dell’Ucraina, zona controllata dai ribelli, “porta ancora una volta al coinvolgimento diretto dello stato-aggressore nell’abbattimento dell’aereo”, è stata l’immediata reazione del governo di Kiev.

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Da parte loro, i ribelli prorussi dell’Ucraina orientale hanno negato di avere lanciato un missile BUK contro il volo della Malaysia Airlines sostenendo di non disporre di tali armi. “Le nostre forze non hanno potuto sparare contro l’aereo con un sistema BUK perché non abbiamo in dotazione tali armi”, ha dichiarato Eduard Bassurin, un responsabile militare della “Repubblica popolare” autoproclamata di Donetsk (Dnr). E anche il ministero della Difesa russo ha respinto ogni accusa. “Nessun sistema missilistico”, tanto meno il sistema Buk, ha attraversato il confine russo ucraino in coincidenza con l’abbattimento del volo malese MH16: le prove usate dalla procura olandese vengono tutte o “da Internet o da fonte Ucraina”, ha detto il generale maggiore Igor Konashenkov. Le conclusioni dei procuratori olandesi sono “di parte”, secondo il ministero degli Esteri russo, che ha puntato il dito anche su quella stretta collaborazione di Kiev nelle indagini, che avrebbe dato agli ucraini “l’opportunità di forgiare prove e confezionarne a loro favore”. “La Russia è delusa dalla situazione che circonda l’inchiesta sul disastro: i risultati hanno confermato che l’indagine è stata parziale e politicamente motivata. Nominare colpevoli e inventare risultati desiderati diventa la norma per i nostri colleghi occidentali. Mi chiedo: ma come si fa?” ha spiegato in un commento la rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Confermando la completa collaborazione di Mosca all’indagine sul crollo, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha aggiunto che Mosca prende atto con rammarico che non tutti i Paesi hanno fornito le informazioni adeguate. “I dati radar non vengono presentati”, ha precisato. (con fonte afp)

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