Migranti, a Innsbruck i nodi di Schengen e hotspot

Migranti, a Innsbruck i nodi di Schengen e hotspot
11 luglio 2018

La crisi dei migranti e i rischi per la tenuta di Schengen saranno al centro della riunione informale dei ministri dell’Interno dell’Ue in programma domani a Innsbruck, in Austria, il Paese che ha appena assunto la presidenza di turno del Consiglio Ue. I ministri cercheranno di tradurre in concreto le conclusioni Consiglio europeo di Bruxelles. Piu’ di uno i nodi che i ministri devono affrontare: come e dove strutturare le ‘piattaforme regionali di sbarco’ in Africa, la creazione di ‘centri controllati (in cui distinguere i migranti economici da quelli richiedenti asilo); come gestire ‘i movimenti secondari’ dei richiedenti asilo che si registrano in un Paese dell’Ue e si spostano in un altro; come proteggere le frontiere esterne, e quindi del Mediterraneo.

Il tutto mentre Berlino minaccia di chiudere le frontiere ai migranti secondari innescando una reazione a catena in Austria e quindi al Brennero, con il rischio di far saltare la libera circolazione di Schengen. L’impegno dell’Italia si concentra sulla Libia. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, chiedera’ ai colleghi austriaco e tedesco di mettere il Paese africano in testa ai punti dell’ordine del giorno. Oggi vedra’ il suo omologo tedesco, Horst Seehofer, che ieri ha presentato il suo master-plan sui migranti che ruota attorno ai “centri di transito” al confine tra Germania e Austria: le persone che hanno chiesto asilo in un altro Paese europeo, vi saranno rimandate nel giro di 48 ore. Seehofer ha riconosciuto che i negoziati per arrivare ad accordi sul respingimento dalla Germania degli immigrati gia’ registrati in altri Paesi europei saranno “molto, molto difficili”: il ministro dell’Interno e capo dei conservatori bavaresi, che ha messo in difficolta’ la Grosse Koalition tedesca sulla questione migratoria, ha riconosciuto che saranno negoziati molto complessi per i diversi interessi in campo, anche se ha lasciato trapelare un certo ottimismo.

“Saranno negoziati molto difficili, ma si potra’ arrivare a risultati”. L’incontro dei ministri dell’Interno Ue a Innsbruck, sara’ comunque -ha aggiunto Seehoffer- “una buona opportunita’” per iniziare questo negoziato. Proprio a proposito del governo di Roma, Seehofer ha riconosciuto di sentire “una certa simpatia” per l’Italia, visto che e’ il Paese, dentro l’Ue, che al momento assorbe “il peso principale” della crisi migratoria. Salvini pero’ ha gia’ avvertito che non accettera’ nessuno indietro, senza un accordo che soddisfi tutte le parti. Il piano tedesco rischia infatti di creare un effetto domino che coinvolge in primis l’Austria, gia’ pronta a sigillare i confini con l’Italia e aumentare i controlli al Brennero, ritenuta porta d’ingresso per migranti. Nei giorni scorsi era circolata una bozza di un nuovo regolamento per l’asilo politico che restringeva i parametri per l’accoglienza, fino a rischiare di violare la Convenzione di Ginevra. In sostanza Vienna vorrebbe che tutte le richieste vengano esaminate fuori dal territorio dell’Ue, in hotspot esterni, e quindi limitare l’accesso solo a chi ha gia’ ottenuto l’asilo.

Italia, Austria e Germania sono al centro della partita migranti ma questo non esclude il ruolo degli altri Paesi, in primis i “grandi” che si affacciano sul Mediterraneo e direttamente interessati dalla chiusura dei confini Sud: Francia e Spagna. Per il presidente francese, Emmanuel Macron, il piano dell’Ue di creare centri per migranti in Nordafrica, soluzione richiesta dall’Italia in particolare, “non funzionera’ a meno che il processo non sia guidato direttamente dai Paesi interessati”. Finora, pero’, i Paesi interessati (Marocco, Algeria, Tunisia e Libia) hanno gia’ fatto sapere che centri non ne vogliono sul proprio territorio. La Spagna, che nelle ultime settimane ha accolto due delle tre navi rimaste bloccate in mare (per i porti chiusi di Malta e Italia) torna a chiamare a una condivisione europea. Anche perche’, con la stretta sulla rotta libica, ha ripreso vigore quella marocchina attraverso lo Stretto di Gibilterra.

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