Migranti, Open Arms con 59 a bordo in mezzo alla guerra dei porti

Migranti, Open Arms con 59 a bordo in mezzo alla guerra dei porti
La cabina di comando della nave Open Arms
30 giugno 2018

“Soccorse e messe in salvo 59 persone alla deriva e in pericolo di morte. Ora tutte le persone a bordo della Open Arms si dirigono verso un porto sicuro. Nonostante gli ostacoli continuiamo a proteggere il diritto alla vita degli ‘invisibili’. Le loro storie su cosa hanno vissuto in Libia sono terrificanti“: è il tweet della Proactiva Open Arms la ong spagnola che con la sua nave Open Arms ha soccorso 59 migranti.

Ma ancora quel porto sicuro non c’è: si scatena una nuova battaglia della guerra dei porti. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha avvertito su Facebook: “Non vedrà i nostri porti. Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano”. Il ministro degli Interni maltese Michael Farrugia ha replicato ha stretto giro con un tweet: “Solo per chiarire che l’intervento della OpenArms è accaduto in zona Sar libica tra Libia e Lampedusa, Italia. La smetta di diffondere notizie scorrette tirando in ballo Malta senza alcuna ragione. Pubblichiamo una mappa così tutti possono constatare. Questi sono fatti non opinioni”, ha scritto Farrugia, accludendo una mappa della zona, con le distanze fra il luogo del salvataggio, Malta e Lampedusa.

Secondo la stampa spagnola, che ha alcuni giornalisti a bordo della Astral, lo yacht della ong Proactiva che segue la Open Arms, la nave si starebbe dirigendo verso la Spagna. Nel diario della Proactiva su Twitter c’è anche un video di un giornalista dove i soccorritori tranquillizzano i 59 appena salvati: “No, non andiamo in Libia”. A bordo della Astral ci sono anche europarlamentari. L’eurodeputato socialista Javi Lopez su Twitter ha spiegato che tra quelle 59 persone salvate, di 14 nazionalità diverse, ci sono quattro minori e due di loro sono soli, non accompagnati. Javi Lopez ritorna anche sul naufragio di ieri al largo delle coste libiche, in cui sono morte 100 persone: “L’Open Arms avrebbe potuto salvarli, ma questo è stato ignorato dalle autorità libiche e italiane”.

E su Fb la Ong posta un video del suo fondatore Oscar Camps accusa: “Almeno 100 persone sono morte nel Mediterraneo. Mentre l’UE firma accordi politici che uccidono persone innocenti: Astral e Open Arms, le uniche imbarcazioni di soccorso medicalizzate nella zona, sono state escluse da ogni intervento. Ci mandando via dal mare mentre persone muoiono e molte altre moriranno”. E sul suo profilo Twitter Oscar Camps è ancora più diretto e attacca Salvini: “Sono morte affogate almeno 100 persone, tre di loro erano bambini”. “Però – aggiunge – tranquilo @matteosalvinimi, No eran italianas! Solo ‘carne humana’…”.

Eleonora Forenza è un’italiana, eurodeputata, anche lei a a bordo della Astral e su Fb posta un video con il capitano della nave Riccardo Gatti, il quale spiega cosa è successo, come 100 persone sono morte annegate: “Abbiamo sentito un messaggio radio tra un aereo, probabilmente militare e la guardia costiera libica su un’imbarcazione da soccorrere, ma non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale, direttamente a noi. Poi abbiamo ricevuto dopo circa un’ora e mezzo sui dispositivi di bordo un messaggio di testo dalla radio di Malta che segnalava un’imbarcazione da soccorrere con 100 a bordo; pensiamo sia la stessa. Abbiamo chiamato Roma chiedendo se c’era bisogno andassimo a soccorrere e ci hanno detto che era già stata intercettata da una motovedetta della guardia costiera libica. Da lì a poco abbiamo saputo di questi morti e dispersi che saranno circa 100 persone”.

Cosa cambia dopo il Consiglio europeo, chiede l’eurodeputata italiana, e il capitano della Astral risponde: “Non potremo più andare nei porti a fare rifornimento e quello che sta cambiando è quello che si sta vedendo: ci sono sempre più morti. Da due settimane a questa parte si grida, si salta su in piedi, ci sono persone che se la prendono con le ong e dicono basta. Così ormai stanno sparendo le navi ong operative nel soccorso in mare re e ci sono sempre più morti”.

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