Moda made in Italy? Concetto svilito da alcuni operatori italiani

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12 gennaio 2018

“Il nostro marchio risale agli anni Trenta. L’innesto è avere un marchio antico con un concetto molto moderno. La proposta ha due anime. Un’anima che parte da capi fortemente iconici nostri, come il peacoat che viene rivisitato di diverse lunghezze e viene reso grintoso. La parte rainwear, che è un’altra caratteristica nostra, e, essendo noi produttori della parte tecnica di piuma d’oca abbiamo una capsule di piuma d’oca perché è fortemente evocativa del nostro marchio. Per i colori, c’è una parte più urbana che viaggia sui blu di diverse tonalità e la parte di piuma che è più divertente, con colori molto aperti, dall’arancio a un rosso particolare”. Lo spiega Filippo Chiesa ad di Seal Up, durante Pitti Uomo a Firenze. “Il made in Italy? Si fa una grandissima confusione tra made in Italy e italian style. È un concetto svilito da alcuni operatori italiani che di Made in Italy hanno ben poco. Made in Italy significa prima di tutto fabbriche con operai, italiani, certificate, ambienti di lavoro piacevoli, rispetto delle persone. Cosa che è andata perduta in Italia”.

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