Morto durante fermo polizia, Anm contro Salvini. Oggi l’autopsia

Morto durante fermo polizia, Anm contro Salvini. Oggi l’autopsia
Aarafet Arfaoui, di 31 anni
21 gennaio 2019

Non si placa la polemica dopo la morte di un cittadino tunisino – Aarafet Arfaoui, di 31 anni – fermato dalla polizia in un money transfer ad Empoli e andato in arresto cardiaco dopo essere stato ammanettato e bloccato anche ai piedi con un legaccio. Critiche arrivano dall’Associazione nazionale magistrati nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva difeso l’operato degli agenti mentre partiva l’inchiesta per stabilire lo svolgimento dei fatti e eventuali responsabilita’. Oggi ci sara’ l’autopsia. “Le dichiarazioni del ministro – ha scritto il ‘sindacato’ delle toghe – appaiono inopportune e non rispettose delle prerogative della magistratura. Sarebbe stato necessario attendere la conclusione dei doverosi accertamenti che stanno coordinando i magistrati, gli unici ad essere competenti, sulla base di rigidi parametri costituzionali, a dirigere le attivita’ investigative in corso volte all’accertamento dei fatti”.

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Su Facebook, Salvini aveva ‘assolto’ gli agenti protagonisti di questo drammatico fermo augurando “Buon sabato ai poliziotti che a Empoli facendo il loro lavoro hanno ammanettato un violento, un pregiudicato che poi purtroppo e’ stato colto da arresto cardiaco. Se i poliziotti non possono usare le manette per fermare un violento, ditemi voi cosa dovrebbero fare, rispondere con cappuccio e brioche?”. Un concetto ribadito ancora una volta dal vicepremier leghista, con il ‘sostegno’ di Maurizio Gasparri, di Fi, secondo cui la “sortita” dell’Anm “merita repliche decise, vigorose, severe. Magistrati cosi’ sono un problema per la Repubblica”.

“Se c’e’ un pregiudicato che usa banconote false, che aggredisce e morde dei poliziotti – ha invece affermato Salvini durante il suo tour elettorale in Abruzzo – fermarlo con le manette perche’ non faccia altri danni, non e’ un diritto, ma un dovere degli agenti. Ringrazio gli uomini e le donne in divisa per cio’ che fanno anche perche’ rischiano in strada tutti i giorni la vita”. Interviene anche il sindacato di polizia Silp Cgil con il segretario di Firenze Antonio Giordano che ha invitato a una “maggiore cautela quando, in casi come quello di Empoli, dove una persona e’ deceduta durante un controllo di polizia, si ritiene di poter colpevolizzare o assolvere a prescindere in una rincorsa alla delegittimazione o al consenso”.

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