Moscovici: “Deficit Italia preoccupa commissione e vari Paesi Ue”

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19 ottobre 2018

Il deficit italiano al 2,4 per cento del Pil nel 2019 preoccupa la Commissione europea e “vari Paesi” della zona euro. Lo ha affermato il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici dopo l’incontro con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a Roma.

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“Come voi sapete, il governo italiano ci ha inviato il suo programma di bilancio all’inizio della settimana, che conferma gli annunci fatti dal governo la settimana scorsa. E siamo entrati nella discussione di fondo sulle politiche che il governo italiano può legittimamente definire per il paese, devo dire che l’intento di aumentare la spesa pubblica e di portare il deficit al 2,4% per l’anno prossimo resta una fonte di preoccupazione per la Commissione europea e per vari Stati della zona euro”. Moscovici ha spiegato di aver posto tre domande sulla manovra al ministro dell’Economia Giovanni Tria: su come si coprono le spese, sulla riduzione del debito e sulle “implicazioni giuridiche” del progetto di Bilancio.

La lettera dell’Ue

La decisione del governo italiano di pianificare “un’espansione fiscale vicina al 1% di Pil, contro l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio dell’Unione Europea, e la dimensione della deviazione (un divario di circa l’1,5% del Pil) sono senza precedenti nella storia del Patto di Stabilita’ e Crescita”. E’ quanto si legge nella lettera inviata oggi dal vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, al ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

La lettera della Commissione e’ firmata dal vicepresidente, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, quest’ultimo in missione a Roma nelle ore drammatiche in cui Conte si ritrova isolato. I partner si allineano con le richieste della Commissione e fanno quadrato attorno a Berlaymont, compatti per la linea dura. Scontato il ‘niet’ del rigorista olandese Mark Rutte, le parole piu’ violente arrivano dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz, presidente di turno della Ue, ma soprattutto capo del governo di destra considerato da Matteo Salvini come uno degli alleati piu’ stretti sulla partita migranti: “Non abbiamo comprensione per la proposta di bilancio che l’Italia ha inviato a Bruxelles, non pagheremo certamente le promesse elettorali e populiste degli altri. Ci aspettiamo quindi che il governo italiano rispetti le norme vigenti, i criteri di Maastricht valgono per tutti”, tuona il giovane capo del governo austriaco.

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Con parole decisamente piu’ morbide ma con toni altrettanto fermi, sia Angela Merkel che Emmanuel Macron ripetono la linea del rispetto delle regole e fanno quadrato per difendere il fortino della Commissione: “Sulla manovra dell’Italia la Francia non da lezioni dopo 10 anni di procedure di deficit eccessivi”, dice il presidente francese, “ci sono regole e procedure europee e tocca alla Commissione” dare il suo giudizio sulla manovra. La Francia sostiene il rispetto di queste regole e procedure”. E’ “la Commissione l’istituzione con cui l’Italia deve parlare”, aggiunge la cancelliera tedesca, pur riconoscendo a Conte che alcune ipotesi di riforma che il governo intende varare “sono buoni esempi che vanno nella buona direzione”. “Non faremo muro contro muro” con l’Europa replica Conte in serata. E’ una lettera che riceveranno altri Paesi, aggiunge il premier smentendo che si tratti di una “deviazione senza precedenti”, e’ “una lettera che e’ prassi ricevere”. Inoltre, “I fondamenti dell’economia italiana sono saldissimi. L’Italia gode di ottima salute e dobbiamo far ripartire il paese”. Ma la partita che si e’ aperta con Bruxelles sara’ lunga. E in questo momento il governo italiano non ha sponde.

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