Mosul, almeno 100 vittime del naufragio sul fiume Tigri

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22 marzo 2019

E’ drammaticamente cresciuto il bilancio delle vittime del naufragio sul fiume Tigri nei pressi della citta’ di Mosul: a quanto riferito da fonti ministeriali irachene sono oltre i 100 le persone morte in seguito all’incidente, quando un traghetto si e’ capovolto a causa dell’eccessivo numero di passeggeri, che si trovavano a bordo per festeggiare il capodanno curdo. Il primo ministro dell’Iraq, Adel Abdel Mahdi, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Il premier, dopo essersi recato sul luogo del disastro, ha anche visitato l’ospedale e l’obitorio di Mosul. A quanto afferma un cronista di Al Jazeera, circa 200 persone persone si trovavano a bordo della nave, per la maggior parte famiglie con bambini: e’ invece di sole 50 persone il numero massimo di passeggeri consentito.

Il bilancio del tragico naufragio sul Tigri e’ cresciuto costantemente nel corso delle ore. Secondo il ministero dell’Interno iracheno, attualmente si contano almeno 94 morti: tra loro 61 sono donne, 19 i bambini. I passeggeri tratti in salvo sarebbero 55. Ma il conteggio finale probabilmente sara’ piu’ alto. “C’erano molte persone sulla barca, soprattutto donne e bambini”, ha detto all’Afp un sopravvissuto che e’ riuscito a raggiungere la riva. L’incidente e’ il risultato della combinazione tra il sovraccarico della barca e l’alto livello dell’acqua, come ha affermato un funzionario della sicurezza a Mosul. Dopo le forti piogge nei giorni scorsi, le autorita’ avevano avvertito che la navigazione del Tigri sarebbe state piu’ pericolosa.

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Il ministero della Giustizia iracheno ha ordinato l’arresto di nove funzionari della compagnia dei traghetti e ha vietato ai proprietari della nave e al sito turistico di lasciare il Paese. Drammatiche anche le immagini dei video che circolano sui social, con decine di persone in acqua e corpi che galleggiano intorno al traghetto, parzialmente sommersa. Alcuni corpi sono stati trovati a una trentina di chilometri da Mosul a causa della forte corrente. Le operazioni di ricerca sono ancora in corso. Ambulanze e veicoli della polizia sono andati avanti e indietro tutto il giorno per trasportare corpi e feriti negli ospedali della citta’. All’obitorio, le foto delle vittime sono appese alle pareti, in modo che le famiglie possano identificarle. Quella del traghetto e’ una tragedia nella tragedia: Mosul e’ ancora gravemente segnate dai tre anni (dal 2014 al 2017) passati sotto il gioco dello Stato islamico.

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