Il Mudec di Milano celebra Amenofi II, faraone innovatore

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12 settembre 2017

Un faraone importante, cui però finora era stata dedicata poca attenzione. Il MUDEC-Museo delle Culture di Milano riscopre Amenofi II, sovrano vissuto nel XV secolo a.C. Capace di unire le virtù guerresche a quelle di governo. L’egittologa Patrizia Piacentini, co-curatrice della mostra, ha descritto così la figura di Amenofi II. “Ci è piaciuto, ci è sembrato fosse un faraone perfetto – ci ha detto – quello che oltre a fare battaglie e campagne militari, seguendo le orme del padre Thutmosi III, il più grande conquistatore dell’Egitto, aveva poi saputo instaurare un grande clima di pace, di serenità e di ricchezza nel suo Paese”. La mostra “Egitto – La straordinaria scoperta del faraone Amenofi II” presenta molti pezzi affascinanti: sculture, mummie, incisioni, monili. Fino a culminare nella ricostruzione della tomba del sovrano, dentro la quale siamo stati guidati da Christian Orsenigo, il secondo curatore dell’esposizione. “La ricostruzione – ci ha spiegato – è estremamente fedele, in scala quasi 1:1 e all’interno del sepolcro ricostruito sono stati posti gli oggetti principali ritrovati dall’archeologo che sono oggetti che provengono dal museo del Cairo”. A rendere possibile tutto ciò è stato il lavoro dell’archeologo francese Victor Loret, i cui documenti originali sugli scavi sono di proprietà dell’Università degli Studi di Milano.

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E la figura del faraone e quella dello scopritore del suo sepolcro si intrecciano fino a formare quello che appare il più intrigante aspetto della mostra. “Nella scultura – ha proseguito la professoressa Piacentini – il modo di rappresentare il faraone è abbastanza standardizzato, però Amenofi II sceglie di avere alcune varianti nel suo viso: molto sereno, un sorriso appena accennato, occhi naturali. Ma accanto a questa serenità un corpo bello, muscoloso, forte. Quindi un faraone che cambia un po’ i modi di farsi rappresentare e accanto a questo Loret che è un archeologo della fine dell’800, lui scopre la tomba di Amenofi II nel 1898, ma lavora con un metodo molto razionale”. “Victor Loret, l’archeologo che scoprì questa tomba – le ha fatto eco Orsenigo – applicò quasi per primo dei metodi scientifici all’archeologia e noi questi dati li abbiamo potuti trarre dall’analisi del suo giornale di scavo”. La mostra del MUDEC, insomma, rinnova il fascino dell’antico Egitto, puntando però su letture non scontate, a partire dalla scelta di concentrarsi su una figura meno nota. E l’intero percorso espositivo, come è consuetudine nel museo milanese, presenta anche la sezione dedicata i bambini, che questa volta come guida avranno Geronimo Stilton.

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