Elezioni Regionali, Musumeci candidato governatore: “Vinco in Sicilia, anche con Alfano”

Elezioni Regionali, Musumeci candidato governatore: “Vinco in Sicilia, anche con Alfano”
Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci
3 agosto 2017

Nello Musumeci è già in piena campagna elettorale per la presidenza della Regione Siciliana. Una candidatura proposta dal suo movimento ‘DiventeràBellissima’ è sostenuta dalla presidente di FdI, Giorgia Meloni. Il leader dell’opposizione nell’Isola, giocò la stessa partita nel 2012, ma non ha vinto. Allora, per l’ex vicesegretario nazionale de La Destra, “il disinteresse e l’apatia della gente si percepiva a occhio nudo”. Intanto, nel centrodestra si lavora per convergere su l’ex presidente della Provincia di Catania che, pare, abbia già ricevuto la ‘benedizione’ di Silvio Berlusconi.

Onorevole Musumeci, cosa è cambiato in Sicilia rispetto a cinque anni fa.

“Colgo una maggiore attenzione da parte della gente, un rinnovato interesse per la politica. Per quanto mi riguarda, trovo anche tanto entusiasmo verso la mia candidatura e non solo dagli elettori del centro-destra.

Consenta la battuta: quindi la sinistra scommette sulla destra?

“È noto come io da sempre abbia saputo intercettare voti nell’elettorato di sinistra. Stavolta credo di poter dire in maniera più evidente tra gli elettori del Pd. Tanta gente pentita di aver votato Crocetta è pronta a sostenere la mia candidatura. Crocetta è stato una mistificazione, un governatore impresentabile. La sua rivoluzione s’è infranta contro gli scogli di una spregiudicata clientela e di una lottizzazione che non vedevamo da tempo”.

Allo cresce la voglia di “civismo”.

“Io conosco il mio civismo e, più in generale, quello che serve a supplire alla carenza della buona politica. I partiti autoreferenziali chiusi in un fortino e propensi a difendere spesso interessi inconfessabili hanno alimentato un civismo politico che, senza essere qualunquismo, diventa il terreno sul quale sono state messe a dimora le piante della speranza”.

Nel centrodestra sembra assodato che ‘uniti si vince’. Il motto vale anche in Sicilia?

“Intanto voglio ringraziare la Meloni per la sua pronta adesione e per il suo convinto sostegno. Voglio sperare che anche i leader delle altre forze politiche possano presto confluire su questa mia candidatura che, lo ricordo, non è stata imposta ma offerta al centrodestra lo scorso mese di febbraio quando tutti i partiti della coalizione decisero di affidarsi alle primarie per la scelta del miglior candidato. In ogni caso, sono ottimista”.

Nella sostanza Micciché ha detto: Musumeci è un ottimo candidato ma ha forzato la sua candidatura…

“Chi legge i giornali sa che le cose non sono andate così. Se il 23 aprile si fossero celebrate le primarie, noi già da quattro mesi avremmo avuto il candidato del centrodestra in Sicilia. Poi, leggo ogni giorno apprezzamenti da parte di Miccichè e voglio sperare che riesca nell’intento di mettere assieme una coalizione ampia e credibile”.

Silvio Berlusconi ha sempre avuto una ‘simpatia’ per la sua candidatura a governatore. Ce lo conferma?

“Confermo e sono onorato. Conosco Berlusconi da quando ero presidente della Provincia di Catania col centrodestra e da allora il nostro rapporto, più umano che politico, è rimasto inalterato”.

Mettendo assieme tutti questi elementi, si potrebbe rivedere in Sicilia un centrodestra unito, primo passo per le Politiche?

“Io spero di essere il candidato unitario del centrodestra, non per amicizie ma per scelte meditate, anche sofferte se si vuole. Una coalizione unita in Sicilia alle Regionali può vincere con un certo ragionevole ottimismo e può diventare, la vittoria, il preludio di un successo alle Politiche. Insomma, le elezioni Regionali, nell’Isola, diventano il test più importante nella proiezione nazionale delle consultazioni della prossima primavera”.

C’è ancora una viva trattativa sul rientro nel centrodestra di Angelino Alfano.

“Io sono convinto che non bisogna aver paura di allargare il patto civico siciliano alle forze centriste proprio perché si tratta di un modello locale già sperimentato positivamente in Liguria e in Lombardia. Detto questo, un minimo di coerenza suggerirebbe la opportunità che gli alfaniani e i centristi lascino il governo Crocetta. E’ naturale, sarebbe davvero una contraddizione inaccettabile se pensassero di restare al Governo. E sono sicuro che la sensibilità politica di Angelino Alfano porterà verso questa responsabile decisione”.

Pensa che questo possa accadere?

“Mi auguro che sia fatta nei prossimi giorni”.

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