Il Naif chic di Fiorenza Orseoli, tra epoche passate e ironia

Bottiglia-ceramica Raku
8 giugno 2018

Sembra voler richiamare alla memoria le atmosfere retrò della Francia dell’Ottocento, l’arte unica e incantatrice di Fiorenza Orseoli, trevigiana di origine ma pavese di adozione, che catapulta l’osservatore in un’atmosfera giocosa in cui la pittura si confonde quasi con l’illustrazione fumettistica. Lo stile indiscusso dei tratti ben definiti viene amplificato dai colori netti, lineari, contrastanti proprio per esaltare il soggetto rappresentato, soggetto che appare ironico, quasi ammiccante in quel voler attrarre l’attenzione verso un universo giocoso, quello che molto spesso l’adulto dimentica perché preso da una realtà quotidiana che lo rende fin troppo serio. Questo è un chiaro messaggio della Orseoli, un invito a ricordarsi di sorridere, di prendere la vita con più leggerezza e con maggiore autoironia, perché è quello il modo migliore per attraversarla; e non dimentica l’importanza della fiaba, quella più sognante, quella più pura che racconta di un mondo ideale in cui non esistono pericoli o cose brutte, bensì solo colori, luce, sensazioni positive. Guardando le sue opere non si può non pensare alle atmosfere romantiche del film Chocolat o di Moulin Rouge, entrambe pellicole capaci di trasportare letteralmente lo spettatore all’interno di una dimensione passata ma al tempo stesso così sognante da fargli desiderare di restarvi. Opere come Cherie et Bonbon,

Cherie et Bonbon

raccontano di un altro tempo in cui le signore dell’alta società trascorrevano pigramente le loro giornate tra tè delle cinque e chiacchiere tra donne circondate dai loro amati animali domestici; o in Gatto Burlesque, riproduzione in chiave felina di un direttore di spettacoli tanto beffardo quanto apparentemente severo nel voler dirigere il suo piccolo mondo. Il tono divertito con cui l’artista guarda ogni dettaglio della realtà, quell’incredibile lente sorridente attraverso la quale filtra tutto ciò che vede, fuoriesce in maniera evidente nei dipinti come Ho tutto in testa, in cui il protagonista sembra giocare con il titolo stesso dell’opera e addirittura fa l’occhiolino all’osservatore, mentre tiene appunto in testa un libro aperto, quello che gli permette letteralmente di avere ‘tutto in testa’. E ancora in Ranocchia Gurina, dove la Orseoli pone il soggetto in un’improbabile posizione di meditazione, per sottolineare quanto tutto possa essere guardato e immaginato in maniera completamente differente da quello a cui la convenzione, la realtà oggettiva, ci legano togliendoci spesso la capacità di scherzare e di prenderci un po’ meno sul serio. Ma il messaggio di quest’artista unica va oltre il rappresentato, è nascosto dalla sua ironia che però sa anche essere profonda come nel dipinto Uomo e Dio,

Uomo e Dio

in cui le due parti sono unite e, sebbene distinte, sono emisferi della stessa entità, portando l’osservatore a riflettere su quanto di Dio vi sia nell’essere umano e viceversa di un quanto il Creatore voglia mantenere la sua parte umana per restare unito e vicino a tutto ciò che le persone vivono, soffrono e di cui gioiscono, per continuare il contatto con la parte più terrena del proprio sé.

Vivace nell’approccio quanto nel desiderio di misurarsi con altre forme espressive, la Orseoli lavora anche la ceramica e si specializza nella Raku, una tecnica di cottura e di costruzione che viene dal Giappone originariamente usata per la fabbricazione di ciotole in argilla destinate alla cerimonia del tè. Il processo molto singolare durante il quale l’oggetto è estratto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica decisamente originale e complessa rispetto al metodo classico di lavorazione della ceramica. Durante il processo il pezzo subisce un forte sbalzo termico, è quindi necessario utilizzare un’argilla robusta e refrattaria bianca, poi, dopo esser stato modellato, viene cotto una prima volta a 950-1000 °C e successivamente si procede con la decorazione.

Vaso in ceramica Raku

I vasi e le bottiglie realizzate dalla Orseoli sono particolarmente belle e apprezzate dagli estimatori del genere, sia per il valore della fine lavorazione, sia per la capacità di questa brava artista di realizzare pezzi unici che diventano splendidi complementi d’arredo.

Nel corso della sua carriera è stata allieva di Monica Anselmi e Giorgio Azzaretti presso la Civica Scuola d’Arte Arvima di Pavia, successivamente ha partecipato a due importanti collettive all’estero, il Carrusel de Louvre a Parigi e a Rotterdam, è stata inserita in molte a Venezia, Milano, Lecce, Gualdo Tadino (Perugia), Torino, Pavia, Monza, Forlì, Cesena, Cremona, Pesaro, Montecarlo, Sanremo, solo per citarne alcune delle 130 totali. All’attivo ha anche diverse personali presso il Castello di Belgioioso (PV), Villa Mezzabarba a Borgarello (PV), Biblioteca Comunale di Pavia, Sala Polifunzionale di Albuzzano (PV). Le sue opere sono inserite in numerose pubblicazioni su Cataloghi d’Arte e Riviste e nel 1996 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

Fiorenza Orseoli – Contatti

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