Come nasce un elicottero? A Varese negli stabilimenti di Leonardo

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21 marzo 2019

Come nasce un elicottero? Come viene concepita, fabbricata e collaudata questa macchina così complessa ma allo stesso tempo versatile, in grado di trasportare in breve tempo uomini e materiali anche in zone impervie, prive di piste d’atterraggio e, soprattutto, fondamentali per prestare soccorso e salvare vite umane? Uno dei principali produttori mondiali di elicotteri è l’italiana Leonardo, dal 2016 nuova denominazione di Finmeccanica. L’azienda diretta da Alessandro Profumo ha dichiarato per il 2018 un utile dell’80% in più rispetto all’anno precedente, pari a 510 milioni di euro stimando un’ulteriore crescita per il 2019. Tra i settori trainanti c’è proprio quello degli elicotteri, nel quale Leonardo vanta una posizione di leadership assoluta nel settore civile, con una quota di mercato pari al 40%.

La maggior parte degli elicotteri di Leonardo dalla seconda metà degli anni ’90 nasce qui, negli stabilimenti di Vergiate, in provincia di Varese. Il cuore di tutto è questo stabilimento; lungo 365 metri come i giorni dell’anno e largo circa 52 come le settimane in un anno. Un modo simbolico per indicare che qui la produzione non si ferma mai. Alessio Antonini, responsabile dello stabilimento di Vergiate di Leonardo Elicotteri. “In questo stabilimento – ha spiegato il manager – si dà forma e concretezza agli sforzi di tutte le componenti dell’azienda. Realizziamo l’assemblaggio finale, in questo caso specifico dell’AW139, con una logica di montaggio divisa per stazioni, sei nel caso specifico, ognuna delle quali richiede un tempo di permanenza dagli 8 ai 10 giorni, a seconda della configurazione e della complessità della macchina che è in allestimento”.

Made in Italy d’eccellenza, a Vergiate vengono assemblati i modelli AW109, 169, 139, 189 e 149 e sono stati realizzati anche i Chinook dell’Esercito italiano. Nel fondo di questo hangar entra poco più di un telaio spoglio che, stazione dopo stazione, con l’aggiunta dei vari componenti (anche di fornitori esterni) prende la forma di un elicottero vero. Militari, civili, dotati di apparecchiature all’avanguardia per il soccorso o elegantissimi per il trasporto VIP, ognuno di questi elicotteri è un pezzo unico e personalizzato, assemblato a mano, bullone per bullone. “Le configurazioni che vengono allestite in questo ambiente possono variare dalla configurazione VIP a quella Law enforcement (per le forze dell’ordine) a quella Hems (Helicopter Emergency Medical Service) per ricerca e soccorso – ha aggiunto Antonini – dopo le fasi iniziali che vedono l’allestimento della macchina con tutti gli impianti meccanici, elettrici ed avionici, si giunge al termine del processo di montaggio dove è necessario testare tutto quanto è stato installato”.

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Una volta completato l’elicottero è pronto per volare e passa nelle mani dei collaudatori che avranno il compito di farlo “nascere all’aria” con il suo primo volo, come ha spiegato il capo pilota collaudatore, Giuseppe Afruni. “Lo stato d’animo di un pilota collaudatore che si avvicina alla macchina che per la prima volta va in volo, in linea di produzione è sempre di estrema attenzione – ha detto – la macchina che va in volo per la prima volta è da guardare con molta attenzione per accertarsi che nel completamento di tutte le attività di prova fatte a terra possa andare in volo in piena sicurezza. Per questo vengono fatti una serie di check a terra per far sì che quando si va in volo nulla succeda”.

I voli di collaudo, tuttavia, non completano l’iter di produzione. Piloti e tecnici degli elicotteri moderni infatti, sono soprattutto operatori di sistemi particolarmente avanzati che devono essere accuratamente preparati. Necessità che Leonardo affronta fornendo ai clienti, assieme alla macchina, un vero e proprio sistema integrato, grazie ai corsi d’addestramento sui simulatori alla Training accademy di Sesto Calende, nella storica sede della gloriosa Siai-Marchetti. Paolo Petrosso, vice presidente Simulation and training services. “Leonardo vende una capability e l’addestramento è parte di questa capability – ha spiegato – non siamo più in un’era che ci consente di proporre un mero prodotto ma dobbiamo mettere il nostro cliente in grado di operare. Questi sistemi ci garantiscono la possibilità di formare un pilota e un membro di equipaggio nella sua missione principale sia questa il trasporto medico di emergenza, la ricerca e soccorso, missioni di osservazioni o il trasporto di passeggeri, perché riescono a replicare tutte le condizioni di volo e gli scenari di missione anche quelli più complessi”.

Al centro stile, invece, si approntano interni e livree per l’elicottero, finalmente pronto per la consegna. “Questo è il nostro salone, nel quale accogliamo i clienti per l’accettazione e la consegna finale degli elicotteri- ha concluso Antonini – alle mie spalle un AW109 SP destinato al Regno Unito e un’Eliambulanza per il mercato statunitense”. Non finisce qui. Dopo la consegna, Leonardo continua a monitorare l’intera flotta di suoi elicotteri presente nel mondo attraverso questa Sala operazioni in cui, in tempo reale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, arrivano i dati telemetrici di circa 5mila elicotteri. In questo modo, in caso di necessità, l’azienda oltre a poter gestire eventuali emergenze riducendo i tempi d’intervento, se necessario è in grado di inviare il proprio personale in meno di 24 ore per qualsiasi tipo di assistenza tecnica, forte anche di una rete mondiale di oltre 90 centri di servizio.

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