“No processo a Salvini”, Giunta Immunità respinge richiesta del Tribunale ministri. Sale la tensione nel M5s

“No processo a Salvini”, Giunta Immunità respinge richiesta del Tribunale ministri. Sale la tensione nel M5s
19 febbraio 2019

La Giunta per le immunità del Senato ha votato a favore della relazione di Maurizio Gasparri (FI) sul processo al ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso Diciotti: con 16 voti contro 6 la Giunta ha votato per concedere l’immunità al vicepremier e leader Lega e dunque per il ‘no’ al processo, respingendo di conseguenza, la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri che accusa il titolare del Viminale del sequestro aggravato dei 177 migranti che si trovavano a bordo della nave bloccata nel porto di Catania ad agosto.

La Giunta ha deciso dunque di respingere la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania. Ora sarà l’aula a doversi esprimere sulla relazione a firma Gasparri. Ieri sera il Movimento 5 stelle, tramite voto online sulla piattaforma Rousseau, ha deciso infatti di non concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del titolare del Viminale per il caso della nave Diciotti. Il Tribunale di Catania accusa Salvini di “sequestro di persona aggravato”, per non aver fatto sbarcare – per 5 giorni – 177 migranti arrivati sul molo di Catania dopo essere stati soccorsi dalla nave della Guardia costiera Diciotti. A votare a favore, oggi, sono stati i senatori M5s, Lega, Forza Italia (compreso il presidente di Giunta e relatore, Gasparri), Fratelli d’Italia e Autonomie; a votare contro il Pd, Pietro Grasso (Leu) e l’ex 5 stelle Gregorio De Falco.

Intanto, il voto degli iscritti M5s sul caso Diciotti continua ad agitare la maggioranza M5s-Lega. All’indomani della consultazione online sulla piattaforma Rousseau – in cui il 59% dei circa 52mila votanti si e’ detto concorde con il quesito secondo cui Matteo Salvini ha “agito per la tutela di un interesse dello Stato”; contro il 41% contrario. Tra i senatori 5 stelle che hanno annunciato il loro voto contro Salvini, insieme ad Elena Fattori, vi e’ Paola Nugnes che, in piu’ casi, nel recente passato, ha espresso posizioni non in linea con il Movimento. “Ritengo che il voto sia stato inopportuno”, ha detto Nugnes riferendosi alla consultazione on line. “E’ una contraddizione forte, perche’ questa votazione e’ fuori regolamento. Nell’articolo 4 dello Statuto, che e’ quello che regola le votazioni, quelle di questo tipo non sono previste”. “Con questo voto il M5S ha perso una parte della sua natura, dal punto di vista elettorale dovrebbe costare caro”, ha avvertito. “Nella mia bolla di percezione il dissenso e’ ampissimo, come lo scontento di attivisti e anche di tanti portavoce a tutti livelli”.

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“La democrazia diretta e’ sempre stato un principio fondante del Movimento 5 Stelle. Anche sul caso Diciotti abbiamo fatto decidere i nostri iscritti, che e’ esattamente quello che non hanno mai fatto le altre forze politiche. Per questo ci stupiscono le parole di alcuni parlamentari che oggi si lamentano per questa decisione”, ha replicato alle critiche il deputato M5s, Francesco Silvestri. “Ricordo, ad esempio, alla senatrice Fattori e a quanti cercano giornalmente visibilita’ sui giornali, che e’ proprio grazie a Rousseau che sono potuti entrare in Parlamento, ben conoscendo le regole che hanno sottoscritto – ha proseguito Silvestri -. Il dialogo all’interno del Movimento e’ sempre aperto, ma se Fattori e gli altri non condivido piu’ questo modus operandi, potrebbero semplicemente restituire quanto dovuto e dimettersi”. Il ricorso al voto online, pur davanti all’esito positivo, e’ accolto con scetticismo anche dal fronte leghista. “Per quanto riguarda la vicenda di ieri siamo felici che il M5s con la consultazione di ieri si sia convinto a fare quello che secondo noi e’ giusto fare. Siamo un po’ piu’ perplessi per le modalita’ scelte perche’ riteniamo che quando si hanno incarichi di governo bisogna essere conseguenti alle proprie dichiarazioni. C’e’ una sorta di schizofrenia in alcune dichiarazioni dal mio punto di vista”, ha affermato il capogruppo del partito di Salvini alla Camera, Riccardo Molinari.

Mentre l’ex alleato di Forza Italia ha festeggiato per Salvini ma ha anche approfittato per sottolineare le crepe negli avversari 5 stelle. “Naturalmente sono contento che Salvini non debba affrontare un processo ma i grillini hanno tradito loro principi, i loro ideali – ha detto Silvio Berlusconi -. Hanno sempre affermato che non si doveva consentire che il Parlamento intervenisse per evitare il processo a chi la magistratura intendeva processare”. “Non ci avevo mai creduto, ma se volevano fare la rivoluzione l’hanno tradita per quattro poltrone. Il vero capo ormai e’, anche in questo caso, Salvini. La cosa per me piu’ preoccupante e’ che dietro questo patto di potere inizia a prendere forma il rischio una stangata per gli italiani”, ha sostenuto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in corsa per la segreteria del Pd. Mentre Giorgia Meloni ha fatto notare che, pur se “la maggioranza degli iscritti al M5s ha votato no all’autorizzazione a procedere contro Salvini”, e’, a suo avviso, “preoccupante pero’ che il 40,95% abbia votato a favore, chiedendo di fatto che un ministro del loro governo venga processato per aver difeso i confini italiani”.

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