Nuotatore ferito, due giovani confessano di aver sparato. Portati a Regina Coeli

Nuotatore ferito, due giovani confessano di aver sparato. Portati a Regina Coeli
Manuel Bortuzzo
6 febbraio 2019

Svolta nelle indagini sul ferimento del giovane nuotatore Manuel Bortuzzo. Nei confronti dei due sospettati è stato emesso un provvedimento di fermo e stanno per essere trasferiti in carcere. Lo ha rivelato Alessandro De Federicis, legale di uno dei due fermati. “Siamo qui perche’ Manuel deve avere giustizia. Siamo distrutti. E’ stato un tragico errore”. A dirlo i due ragazzi sospettati del ferimento di Bortuzzo durante l’interrogatorio, che a detta dei loro legali, hanno pianto per tutto l’interrogatorio e i tre colpi sono stati esplosi alla cieca.

I due fermati sono Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, di 24 e 25 anni, entrambi di Acilia, entrambi con precedenti di polizia per droga e per Daniel Bazzano, conducente dello scooter, precedenti anche per rapina. I due hanno ammesso di aver sparato per motivi legati alla rissa precedentemente avvenuta all’interno di un locale e di aver sbagliato persona, essendo la vittima e la sua giovane fidanzata assolutamente estranei alla vicenda, così come emerso nel corso delle indagini. Al termine dell’interrogatorio, i due fermati sono stati portati nel carcere di Regina Coeli e dovranno rispondere entrambi di tentato omicidio e porto abusivo d’arma. Erano passate da poco le 2 di notte del 3 febbraio scorso – ricorda la Questura di Roma -, quando Manuel Bortuzzo, fermo nei pressi di un pub in piazza Eschilo insieme alla sua ragazza, a seguito di una serie di colpi di pistola sparati in strada, veniva raggiunto da un proiettile al fianco, rimanendo gravemente ferito.

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Chi ha ha sparato probabilmente ha confuso Manuel con un altro che gli assomiglia, forse con qualcuno che poco prima aveva preso parte a una rissa nel pub dall’altro lato della piazza – ed e’ questa al momento l’ipotesi privilegiata – o con qualcuno da punire per altre ragioni. La calibro 38, una pistola di piccole dimensioni, e’ l’arma preferita da chi non intende lasciare tracce evidenti: i bossoli infatti non vengono espulsi come nelle pistole semiautomatiche. Si cerca ancora anche lo scooter scuro con cui i due uomini, uno con un casco chiaro e l’altro con un taglio a ‘scalini’, ripreso in lontananza da una telecamera che punta sul distributore di sigarette dove il nuotatore e’ stato ferito.

Intanto, Franco Bortuzzo, padre di Manuel, parla al Corriere della Sera dall’ospedale San Camillo dove e’ ricoverato il figlio ferito nella notte tra sabato e domenica alla periferia sud di Roma. “”Ha saputo della paralisi ma non ha pianto – ha detto Franco Bortuzzo – Gli ho promesso che tornera’ a vivere come una persona normale”. “Si e’ svegliato e mi ha detto: non sento piu’ niente. Vorrebbe tornare a casa, e’ consapevole della sua situazione e verra’ presto trasferito in una clinica riabilitativa”, ha aggiunto il padre di Manuel questa volta al Messaggero. “Non sento piu’ niente mi ha detto e gli ho risposto: ‘e certo, con una pallottola nella spina dorsale’. Questa mattina gli hanno tolto i tubi, ha bevuto e ha detto che vuole tornare a casa”, ha detto Franco Bortuzzo. Sul fronte delle indagini, chi ha sparato a Manuel Bortuzzo non avrebbe usato guanti e lasciando tracce sulla pistola, un revolver calibro 38. La scientifica e’ al lavoro per isolare le impronte e arrivare cosi’ ad una identificazione certa di chi ha sparato. Indagini sono in corso per identificare anche lo scooter da cui sono partiti gli spari.

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