Nuova imboscata del M5s sulla Sicurezza, l’ira dei leghisti

Nuova imboscata del M5s sulla Sicurezza, l’ira dei leghisti
9 luglio 2019

Nel mirino del MoVimento Cinque Stelle ora c’è pure il Decreto Sicurezza bis. Altro provvedimento bandiera della Lega, dopo quello sulle Autonomie sui cui finora prevale l’ostruzionismo sempre dello stesso M5s. Il fuoco amico dei pentastellati sulla legge contro l’immigrazione clandestina è già scattato. Oggi alle 15 scadrà il termine di presentazione degli emendamenti e per il governo sarà il primo banco di prova. E c’è già chi è pronto a guastare la festa a Matteo Salvini per il tanto sbandierato provvedimento che riguarda anche l’ordine pubblico. L’incognita più grande, infatti, sono gli emendamenti dei singoli deputati di maggioranza soprattutto pentastellati. Proposte che potrebbero trasformarsi in mine vacanti durante l’esame in commissione. E’ il caso, per esempio, delle deputate pentastellate Yana Ehm e Simona Suriano. Una loro modifica alla norma, in pratica, permetterebbe l’ingresso in Italia delle navi di ong impegnate nel salvataggio di migranti. Modifica su cui anche le opposizioni sarebbero concordi. Quanto basta per far saltare in aria il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni: “L’emendamento pro-ong del M5s al Dl sicurezza bis è gravissimo.

I grillini dicano da che parte stanno: con la legge e la legalità oppure con i trafficanti di esseri umani che umiliano l’Italia e le nostre Forze dell’Ordine?”. Non solo. Altri pentastalati che già hanno manifestato il loro dissenso in occasione del primo decreto sicurezza, sarebbero pronti, all’ultimo minuto, a depositare emendamenti addirittura senza concordarli con il gruppo parlamentare. E con l’aria che tira all’interno del Movimento, con Luigi Di Maio sempre più solo e un governo sempre più in bilico, tutto è possibile. Come anche relatori leghisti potrebbero presentare delle proposte di modifica – e questo però è il timore dei pentastellati – senza un preventivo confronto nella maggioranza. Norme che, in sostanza, potrebbero risultare indigeste a una parte dei 5 stelle. Insomma, lo scontro sul Decreto Sicurezza bis all’interno del governo si fa sempre più duro. Se poi ci aggiungiamo il fattore tempo, la questione diventa anche complicata. Infatti, una volta presentati gli emendamenti, e valutata l’ammissibilità o meno delle proposte di modifica, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio entreranno nel vivo del provvedimento, che approderà in Aula lunedì prossimo, 15 luglio, e dovrà poi passare all’esame del Senato per essere convertito, pena la decadenza, entro il 13 agosto, a ridosso della tradizionale pausa estiva dei lavori parlamentari. Come dire, basta uno scivolone e tutto salta in aria.

Entrando nel merito della norma, invece, attraverso una serie di modifiche si punta a incrementare i controlli per ridurre le partenze (con utilizzo di radar, mezzi aerei e navali), alla presenza delle navi della Marina e della Guardia di finanza per difendere i porti italiani, ad attivare contatti con la Tunisia per migliorare e aumentare i rimpatri e per ridurre le partenze. O come anche, tra le altere cose, a inviare dieci motovedette italiane da consegnare alla Guardia costiera libica entro l’estate. Tra le modifiche a cui lavora la Lega una norma relativa ai ‘micro sbarchi’ e un inasprimento delle sanzioni (attualmente da 10 a 50mila euro) per il comandante della nave che viola le norme del decreto. E proprio quello sulle sanzioni è un punto su cui il M5s è pronto a dare battaglia, come anche quello sui rimpatri su cui crescono le lamentale dei pentastellati, a partire da quelle del loro capo politico. Va bene apportare alcune modifiche ma non bisogna stravolgere il testo, è la posizione del Carroccio. Ma questo lo vedremo strada facendo.

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