Offshore si schianta contro il Mose a Venezia, 3 morti fra cui Buzzi

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18 settembre 2019

Tre morti e un ferito: è il tragico bilancio dell’incidente nautico di ieri sera a Venezia, quando un’imbarcazione offshore proveniente da Montecarlo si è schiantata contro una delle dighe di protezione del Mose alla bocca di porto di Venezia Lido. Alla guida del motoscafo Fabio Buzzi, progettista e pilota di 76 anni impegnato a realizzare il record della Venezia-Montecarlo. Giunto quasi all’arrivo l’offshore ha colpito la diga a una velocità di quasi 80 nodi: l’impatto lo ha fatto impennare e precipitare dall’altra parte della barriera. Oltre a Buzzi nello schianto sono morti anche due piloti, Luca Nicolini e l’inglese Eric Hoorm. Piu’ fortunato invece un terzo membro dell’equipaggio, Mario Invernizzi, che nell’impatto e’ stato sbalzato fuori dall’imbarcazione e ha riportato solo alcune ferite.

Il gruppo stava cercando di battere il record Montecarlo-Venezia: 1200 miglia da coprire in meno di 18 ore e 32 minuti alla incredibile velocita’ media di 60/70 nodi. Forse a causa della stanchezza o di una distrazione la barca ha colpito in pieno la “lunata” della bocca di porto ad una velocita’ stimata di circa 140 chilometri orari. La barca offshore era partita lunedì da Montecarlo e stava per arrivare al traguardo quando è avvenuto l’incidente. “Quanto accaduto sembra essere inspiegabile ma saranno le autorita’ preposte a fare chiarezza”, ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. “Siamo informati sull’accaduto – ha aggiunto – ma bisogna attendere quanto stabiliranno gli esperti”. “A noi – ha concluso – con rammarico, non resta altro che porgere il nostro cordoglio ai familiari delle vittime”.

Il ferito dell’incidente nautico e’ grave, sotto osservazione ma non in rianimazione, si apprende da fonti sanitarie che rilevano che l’uomo e’ ricoverato all’ospedale civile di Venezia con numerosi traumi a piu’ parti del corpo. I piu’ gravi – secondo quanto si e’ appreso – sono quelli riportati al torace provocati dallo sbalzo che lo ha portato a sfondare il cupolino dell’imbarcazione offshore per poi farlo finire in acqua. L’uomo e’ stato raggiunto dai familiari che, sulla vicenda, hanno espresso che si mantenga il massimo riserbo anche per il dolore dovuto dalla morte degli altri tre membri dell’equipaggio. “Hanno fatto il record, sfilandoci davanti dove li abbiamo cronometrati. Pensavamo facessero il giro della lunata per venirci incontro e lasciar raffreddare i motori invece…”. A dirlo e’ Gianni Darai, uno dei giudici-cronometristi, che aspettava l’arrivo dell’offshore con a bordo Fabio Buzzi, Luca Nicolini e il pilota inglese Eric Hoorm che sono morti andando a schiantarsi contro la lunata mentre il quarto membro dell’equipaggio, Mario Invernizzi, come detto, e’ ricoverato all’ospedale Civile di Venezia con gravi ferite.

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