Olanda, voto argina onda populista. Balzo dei Verdi, crollo laburisti e arrivano i ‘turchi’

Olanda, voto argina onda populista. Balzo dei Verdi, crollo laburisti e arrivano i ‘turchi’
16 marzo 2017

Se qualcuno incontestabilmente ha vinto le elezioni in Olanda di ieri, questa è stata la partecipazione popolare, con un voto che ha visto un’affluenza alle urne record, pari all’82% dei quasi 13 milioni di aventi diritto. Il proporzionale puro senza soglia di sbarramento previsto dal sistema elettorale olandese darà vita a una futura Camera bassa del Parlamento olandese con una composizione molto frammentata, con 150 seggi suddivisi tra 13 partiti, due gruppi parlamentari in più rispetto a quella precedente. Ecco chi scende e chi sale – e chi entra – nell’assemblea olandese dopo il voto in termini europei ha segnato una frenata dell’onda populista in Europa.

Il PARTITO LIBERALCONSERVATORE (VVD) del premier Mark Rutte, vincitore di queste elezioni, in realtà ha perso 8 seggi e si ritrova con 33 deputati al posto di 41. Molto peggio è andata al suo junior partner del governo uscente, il partito laburista (PvDA), letteralmente crollato da 38 a 9 seggi. Il leader Lodewijk Asscher ha definito il risultato “estremamente deludente” e ha ammesso una probabile emorragia di voti a Sorte inversa a quella del premier, invece, ha avuto il grande protagonista di questo voto, GEERT WILDERS: sebbene abbia conquistato 5 seggi in più rispetto alle precedenti elezioni (passando da 15 a 20 seggi) il leader del VVD esce sconfitto dalle urne per aver perso la sua scommessa di diventare il primo partito olandese, volano dell’ascesa dei populismi in Europa. E, soprattutto, con la certezza di restare fuori dalle stanze del governo. Buon risultato per i due partiti CDA E D66, rispettivamente i cristianodemocratici e liberali-progressisti, entrambi a 19 seggi, con aumento rispettivo di 6 e 7 seggi.

Come previsto da tutti i sondaggi, i VERDI di sinistra (GroenLinks) guidati dal giovane e carismatico leader Jesse Klaver hanno ottenuto un grande successo, assicurandosi 14 seggi, 10 in più di quelli precedenti, e mettendo una valida ipoteca al loro ingresso nella coalizione di governo. Klaver, ribatezzato ‘il Justin Trudeau’ olandese per lo stile e una certa somiglianza fisica con il premier canadese, ha fatto campagna sostenendo che populismi e movimenti estremisti, a partire da Wilders, non vanno rincorsi, ma vanno contrastati con proposte e valori concreti. Entrano nel futuro parlamento anche tre deputati della nuova formazione politica DENK, il partito antirazzista formato da cittadini di origine straniera, che promette di combattere “il razzismo istituzionale”. Una scommesso vinta da un movimento dominato da esponenti di origine turca, proprio nei giorni in cui la Turchia di Recep Tayyip Erdogan ha accusato l’Olanda di razzismo e xenofobia istituzionali. Anche il partito FVD (Forum per la Democrazia) del giovane, euroscettico e anti-establishment Thierry Baudet – altro giovane leader in ascesa – riesce a essere rappresentato da due deputati nel nuovo parlamento.

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