Omicidio Khashoggi, Ankara alza tiro sul principe erede MbS e chiede 2 arresti

Omicidio Khashoggi, Ankara alza tiro sul principe erede MbS e chiede 2 arresti
L'erede al trono e uomo forte del regno, Mohammed bin Salman.
5 dicembre 2018

La Turchia vuole andare fino in fondo all’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi. La Procura di Istanbul ha emesso ordini di arresto nei confronti di Saud el Qahtani, consigliere particolare del principe ereditario Mohammed bin Salman, e del vice capo dei servizi segreti, Ahmed Asiri, entrambi descritti dalla magistratura “tra coloro che pianificarono l’omicidio” e recentemente sollevati, almeno formalmente, dai rispettivi incarichi. Riad ha gia’ respinto le richieste turche di estradizione.

Il mandato d’arresto emesso nei confronti delle due personalita’ vicine al principe erede al trono rafforza il sospetto che mandante dell’efferato assassinio di Khashoggi sia stato Mohammed bin Salman. Il principe aveva chiesto di incontrare al G20 il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ricevendone un diniego. Con il sospetto che bin Salman abbia avuto un ruolo nell’omicidio aumentano anche le polemiche, soprattutto negli Usa, dove alcuni senatori hanno avuto una riunione con il direttore della Cia, Gina Haspel, al termine della quale il senatore Bob Corker ha attaccato il principe.

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“Una giuria lo giudicherebbe colpevole in meno di mezz’ora”, ha detto Corker, polemizzando con la cautela del presidente, Donald Trump. “E’ impossibile che il principe non sia coinvolto”, ha aggiunto la senatrice Lindsay Graham. “Bisognerebbe essere cechi, non siamo difronte alla pistola fumante, ma a una sega fumante”, ha aggiunto Corker polemizzando con il segretario alla Difesa, Jim Mattis, secondo il quale invece “manca la pistola fumante”. Accuse respinte “categoricamente” al mittente dalla portavoce dell’ambasciata saudita a Washington, Fatimah Baeshen: “Ci atteniamo a quanto gia’ detto, ossia che il principe ha continui rapporti con i diversi responsabili del suo gabinetto su questioni diverse”, ha spiegato in una serie di tweet.

Mattis e il segretario di Stato, Mike Pompeo, assecondando la riluttanza di Trump ad accusare Riad, avrebbero voluto evitare l’approvazione di una risoluzione contro l’intervento saudita nello Yemen, ma hanno dovuto registrare una netta sconfitta con i senatori che hanno deciso di procedere verso la risoluzione. Intanto il capogruppo dei senatori democratici Chuck Schumer ha chiesto che Haspel riferisca sull’omicidio dinanzi all’intero Senato.

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L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha sollecitato l’apertura di un’indagine internazionale. I due mandati di arresto giungono dopo la richiesta di estradizione partita il 26 ottobre dalla Turchia e indirizzata ad altri 18 sauditi, tra cui i 15 componenti dello ‘squadrone della morte’ giunto ad Istanbul poco prima dell’appuntamento in consolato di Khashoggi e rientrata subito dopo la scomparsa del giornalista. Riad ha fatto sapere che 21 persone sono indagate e cinque di queste rischiano la pena di morte.

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