Omicidio Noemi, l’indagine non e’ chiusa. Si valutano altre posizioni

Omicidio Noemi, l’indagine non e’ chiusa. Si valutano altre posizioni
18 settembre 2017

Non e’ chiusa con l’arresto del fidanzato diciassettenne L.M., l’indagine sull’omicidio della sedicenne Noemi Durini, scomparsa da Specchia il 3 settembre e il cui cadavere e’ stato trovato il 13 in una campagna vicino Santa Maria di Leuca. La gip del Tribunale dei minori Ada Colluto ha convalidato il fermo del ragazzo solo in relazione all’omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e dalla crudelta’, mentre nei suoi confronti non e’ stato convalidato il capo di imputazione relativo all’occultamento di cadavere. Cio’ significa che gli elementi investigativi raccolti finora non consentono di ritenere con assoluta certezza che sia stato il ragazzo a seppellire il corpo sotto il cumulo di pietre di un muretto a secco, nonostante sia questa la versione fornita sia nell’interrogatorio davanti ai carabinieri che in quello davanti alle pm, il 13 settembre. Al vaglio della Procura ordinaria di Lecce c’e’ la posizione del padre indagato per occultamento di cadavere.

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Non ancora del tutto chiaro anche il modo in cui Noemi e’ stata assassinata, considerato che il fidanzato prima ha dichiarato di averla colpita con una pietra e poi con un coltello. La tac effettuata venerdi’ scorso sul cadavere avrebbe stabilito che sul cranio non vi sarebbero lesioni tali da provocare la morte ma elementi piu’ precisi potranno arrivare dopo l’autopsia prevista per domani. Nella prima confessione L.M. ha raccontato di essere andato a prendere Noemi a casa in auto, di essere passati da Alessano poi da Novaglie e di essere arrivati nella campagna di Castrignano del Capo. Li’ avrebbe parcheggiato e indotto la sedicenne a scendere con l’accusa di fumare una sigaretta, poi l’avrebbe colpita con una pietra in testa e quindi avrebbe sepolto il cadavere. Poche ore dopo, il giovane ha fornito una versione diversa sulle modalita’ del delitto, come riportato nel decreto di fermo: “L’ho colpita con un coltello al collo, la lama si e’ spezzata, poi ho continuato a colpirla con le pietre”. Quindi avrebbe avvolto il manico di plastica del coltello nella sua maglietta e lo avrebbe buttato via. L’arma che lui ha indicato comunque non e’ stata trovata.

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