E ora l’Italia punta su politica Ue su rimpatri. Conte punzecchia Salvini, non sia geloso

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25 settembre 2019

Rimpatri gestiti e sostenuti economicamente dall’Unione Europea; accordi diretti tra la Commissione Ue e i paesi di origine e transito che consentano di superare le intese bilaterali tra Stati e avere piu’ forza nelle trattative. Dopo aver strappato al vertice di Malta la promessa di una redistribuzione di tutti i richiedenti asilo, l’Italia punta a sciogliere un altro nodo irrisolto della politica migratoria: l’assenza di una politica comune sui rimpatri. “Ci vedrete ritornare con nuove buone notizie per un sistema molto piu’ efficace a livello Ue” dice il premier Giuseppe Conte annunciando una “svolta risolutiva” a cui l’Italia sta lavorando e punzecchiando il suo ex vicepremier Matteo Salvini: “non sia geloso, a Malta abbiamo raggiunto un passo avanti storico”. E il governo lavora anche alle modifiche al decreto sicurezza bis, cancellando le supermulte per i comandanti delle navi che violano il divieto d’ingresso in acque italiane. Quale sia la soluzione individuata, il presidente del Consiglio pero’ non lo dice, anche se e’ chiaro che la strada e’ quella segnata nel documento predisposto da Italia e Malta per il vertice di luglio scorso ad Helsinki.

“I rimpatri – si legge – devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati membri o, altrimenti, gestiti direttamente dall’Ue, ad esempio attraverso la neo potenziata Agenzia Frontex”. Il passo successivo rispetto agli accordi di Malta, dove si e’ deciso che chi dara’ la disponibilita’ ad accogliere i richiedenti asilo che sbarcano si fara’ carico anche di rimpatriare coloro che non hanno diritto, sara’ dunque di trasferire questo meccanismo a livello europeo. Non e’ escluso, inoltre, che per accelerare le espulsioni l’Italia riproponga la creazione di una lista di ‘paesi sicuri’ in modo che chi proviene da quegli Stati venga rimpatriato in modo automatico. Al momento di concreto non c’e’ pero’ ancora nulla tanto che Matteo Salvini continua ad attaccare a testa bassa: “in un anno di governo ho ridotto gli sbarchi del 75%. L’accordo di Malta e’ solo l’ennesima promessa, tante parole ma fatti zero. Conte dovrebbe ricordarlo e mostrare rispetto per chi ha governato con lui per 14 mesi”. Gli rispondono i plenipotenziari del nuovo governo giallorosso.

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“Capisco il nervosismo di Salvini” ma “su ricollocamenti e rimpatri faremo piu’ di di lui, forse non ci voleva molto…” dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti aggiunge: il leader della Lega “cavalca o inventa problemi sull’immigrazione, noi proviamo a risolverli per il bene comune”. E in attesa dell’Europa, il governo ha iniziato anche a mettere le basi per una riscrittura del decreto sicurezza bis. La via l’ha indicata lo stesso Conte sottolineando che verra’ “corretto” secondo “le indicazioni di Mattarella” che lo scorso 8 agosto, firmando la legge di conversione, ha sollevato una serie di rilievi e ha ricordato l’obbligo di salvare vite in mare. Tre le modifiche alle quali i tecnici del Viminale e di Palazzo Chigi lavoreranno nei prossimi giorni: sparira’ la sanzione da un milione per i comandanti chi violano il divieto d’ingresso – introdotta con un emendamento – e si tornera’ all’iniziale previsione contenuta nel decreto, con sanzioni da 10mila a 50mila euro. Verra’, inoltre, reintrodotta la recidiva per poter confiscare le navi che non rispettano le indicazioni delle autorita’ e dovranno essere individuati dei criteri per l’applicazione delle sanzioni stesse: tipologia delle navi, condotte poste in essere, presenza o meno di naufraghi a bordo.

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