Padre e figlio uccisi da vicino, non sopportava lavori in casa

Padre e figlio uccisi da vicino, non sopportava lavori in casa
21 ottobre 2018

Esasperato dai rumori che provenivano da una casa colonica in ristrutturazione, il vicino di casa ha sparato con una pistola freddando con diversi colpi alla testa padre e figlio. La tragedia si è consumata questa mattina, in una zona di campagna, alla periferia di Sesto Fiorentino (Firenze), in via dei Grilli, all’altezza del numero 5. Le vittime sono Salvatore Andronico, 66 anni, pensionato, e Simone Andronico, 31 anni, ingegnere meccanico, entrambi residenti a Sesto Fiorentino. L’autore del delitto, Fabrizio Barna, 53 anni, disoccupato, che alcuni anni fa si era licenziato dal suo posto di lavoro di commesso in un supermercato, è stato arrestato dai carabinieri senza opporre resistenza.

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L’uomo, celibe, che viveva da solo, che sarebbe entrato in una depressione dopo la scomparsa dei genitori (la madre è morta nel 2008 e il padre nel 2012), era in possesso di una pistola regolarmente denunciata A scatenare il duplice omicidio una lite di vicinato, dovuta ai rumori causati dai lavori, che l’assassino non sopportava. Barna, secondo quanto hanno ricostruito dai militari dell’Arma, sarebbe stato notevolmente infastidito da alcuni mesi dai rumori provocati dai lavori che provenivano dalla casa colonica adiacente alla sua abitazione, dove presto sarebbe dovuto tornare Simone Andronico con la sua compagna.

Dagli accertamenti dei carabinieri, è emerso che la situazione di tensione tra vicini andava avanti da quando erano iniziati i lavori, nel gennaio scorso, e che circa un paio di mesi fa le vittime si erano rivolte ad un ufficio di mediazione sociale convenzionato con il Comune, che aveva inviato una lettera al Barna al fine di avviare un tentativo di conciliazione per risolvere la lite di vicinato. A scoprire i corpi è stata un’altra vicina di casa, che, sentiti gli spari, mentre si trovava in un campo a raccogliere le olive, è andata verso il cantiere per verificare cosa fosse successo. Alla vista dei cadaveri la donna ha avuto un malore ma ha fatto a tempo a chiamare il 112. Hanno accusato un malore anche la fidanzata e la madre delle due vittime, che sono state soccorse e portate all’ospedale. L’omicida, descritto dai conoscenti come un tipo particolarmente solitario, non si è allontanato dalla casa in via dei Grilli, aspettando l’arrivo di carabinieri.

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I rilievi sul luogo del duplice omicidio sono stati effettuati dai carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del comando provinciale, che hanno rinvenuto anche gli otto bossoli sparati da Barna. Il sostituto procuratore Christine von Borries, magistrato di turno, ha svolto un sopralluogo con gli investigatori dei carabinieri. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento, Fabrizio Barna è stato accompagnato nel carcere fiorentino di Sollicciano. “Non sono pentito di quello che ho fatto, ho fatto bene”, ha sussurrato più volte l’autore del duplice omicidio con voce fredda.

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