Palazzo Chigi teme Salvini, resta scoglio flat tax

Palazzo Chigi teme Salvini, resta scoglio flat tax
Palazzo Chigi, sede del Governo
6 giugno 2019

ll timore a palazzo Chigi resta ancora quello che Salvini voglia cercare un pretesto per rompere, magari non sull’autonomia ma sulla flat tax, il vero scoglio nel governo. Il premier Conte nei giorni scorsi ha sottolineato che il progetto non e’ ancora sul tavolo. Fonti interne all’esecutivo rimarcano come al momento non ci siano le coperture, perche’ un piano come quello immaginato dal partito di via Bellerio rischierebbe di spaccare i conti, proprio in un momento in cui Roma e’ finita nella lente di ingrandimento della Commissione Europea per deficit eccessivo. Il progetto cosi’ come concepito resta irrealizzabile, rimarcano le stesse fonti, sia la Lega a trovare le risorse per finanziarla, magari portando la flat tax in Cdm.

“E’ una priorita’, la flat tax e’ nel contratto di governo ma io sono piu’ ambizioso”, osserva il premier Conte, “serve una riforma organica” che comprenda anche la rimodulazione delle aliquote e soprattutto “un fisco amico”. “Non vogliamo fare solo cassa”, il ragionamento del presidente del Consiglio. Al momento non e’ fissato alcuna riunione del Consiglio dei ministri. Conte ha invitato i suoi vicepremier a vedersi, a chiarirsi ma non c’e’ ancora una precisa ‘road map’ per uscire dall’impasse dopo il voto delle Europee. Il premier Conte nella conferenza stampa di lunedi’ ha dettato le condizioni per proseguire ma il convincimento nella sede del governo e’ che Salvini sia diventato in qualche modo imperscrutabile. Insomma il clima di fiducia ancora deve essere recuperato anche se lo stesso Conte rimarca “gli ottimi segnali” arrivati e le “premesse positive” anche se – aggiunge – la disponibilita’ deve dipanarsi nel tempo. Ma c’e’ un’altra considerazione che arriva dal fronte M5s del governo.

Di fronte ad un alleato che alza continuamente l’asticella occorrerebbe capire anche se conviene ai pentastellati proseguire ed essere magari costretti a dire dei si’ che potrebbero attestare la subalternita’ del Movimento nei confronti della Lega, oltre che far perdere ulteriori consensi. In ogni caso il tentativo di Conte e’ di andare avanti e di rilanciare. Facendosi promotore, ma solo con un mandato pieno degli alleati del governo, della trattativa con la Commissione europea sulla procedura d’infrazione aperta per il deficit eccessivo. Intanto il presidente del Consiglio e’ ad Hanoi per riaffermare la necessita’ che l’Italia rafforzi le relazioni commerciali con i Paesi del sud-est asiatico. Il premier ha parlato con i rappresentanti delle aziende presenti in Vietnam riscuotendo consensi per il suo impegno in prima linea. “Dobbiamo portare l’interscambio a sei miliardi e poi magari a dieci”, ha sottolineato. Anche se gli stessi imprenditori hanno mostrato – riferisce uno dei partecipanti al forum tra Italia e Vietnam – preoccupazione, sottolineando come sia necessaria la stabilita’ e un governo forte per evitare disoccupazione, inflazione e spread.

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