Parla la scienziata italiana Finzi: nello Spazio il futuro è con la Cina

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21 novembre 2017

“La Cina sta facendo passi da gigante e non copiando le tecnologie che servono per andare nello Spazio ma proprio con le sue capacità o facendosi ispirare da quello che è già stato fatto. In pochi anni hanno recuperato circa 50 anni di attività spaziale quindi il futuro è questo. Non è pensabile di fare una grande attività spaizale senza la collaborazione di tutti e la Cina deve trovare il suo posto; il futuro è giallo”. A parlare è la scienziata italiana Amalia Ercoli Finzi, delegato nazionale Spazio per il programma europeo “Horizon 2020” e ideatrice del trapano italiano Sd2 installato sul lander Philae della sonda Esa Rosetta che ha analizzato il suolo della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. La scienziata italiana, docente al Politecnico di Milano, ha parlato alla sede dell’Asi (Agenzia spaziale italiana) a Roma, a margine della presentazione della Space week 2017, evento dedicato a ricerca e innovazione nel settore spaziale. “Noi riceviamo, a livello di Horizon 2020, un po’ di più di quanto versiamo all’Unione europea per farne parte. Dovrebbe farci sentire soddisfatti ma non è così perché l’Italia potrebbe fare molto di più – ha spiegato – noi italiani siamo un coacervo di culture e in questo coacervo abbiamo salvato soprattutto al capacità inventiva; siamo capaci di avere idee nuove, tecnologicamente valide che possono essere sperimentate e questo potrebbe portarci ad avere un ritorno molto maggiore e su questo la comunità intera deve combattere”.

 

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