In passerella sfila il made in Italy

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24 settembre 2019

Dieci stilisti, cento outfit, uno storico palazzo di Milano nel giorno clou della settimana della moda meneghina. Nella filiale Intesa Sanpaolo di via Verdi a Milano, tra Brera e piazza Scala, è andata in scena la sfilata “Next Trend”, iniziativa del gruppo bancario che ha visto in passerella le creazioni di dieci marchi delle PMI italiane, provenienti da tutto il Paese. Un segnale di attenzione al settore della moda, che genera un valore aggiunto di oltre 24 miliardi di euro, sul cui stato di salute ci siamo confrontati con Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

“Lo stato di salute del settore – ci ha spiegato – naturalmente risente in generale di quelli che sono i momenti di tensione internazionale in particolare. E’ un settore che è molto guidato, in particolare la fascia orientata ai segmenti più ricchi risente chiaramente di quelli che possono essere momenti di difficoltà, ma in generale devo dire che questo settore delle nostre PMI che è capace di qualità molto elevata, ma anche di produzioni più smart, devo dire che risente meno”. In questo contesto, comunque, i numeri dei primi sette mesi del 2019 dicono che il fatturato del sistema moda è aumentato del 3% su base annua.

“La qualità – ha aggiunto Barrese – è enorme e l’abbiamo potuta vedere questa sera e per noi è un grande onore poter mettere a disposizione casa nostra per dare alle imprese una vetrina in uno dei momenti chiave di questo settore che è la Settimana della Moda milanese”. Insomma, anche la sfilata rientra nel progetto di valorizzazione delle PMI portato avanti da Intesa Sanpaolo, che passa pure attraverso un diverso modo di pensare i luoghi della banca, in questo caso trasformati in una vera e propria passerella. “Noi rimaniamo una banca – ha concluso Stefano Barrese – con il nostro approccio molto tradizionale, nel fare credito, nel fare business bancario, ma giustamente ci adattiamo a quello che è il contesto della società e quindi viviamo il contesto della società come lo vivono i nostri clienti”. Anche passando attraverso il grande connettore del glamour ai tempi dei social network.

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