Pd diviso su referendum dl sicurezza. E Renzi lavora a nuovo partito

Pd diviso su referendum dl sicurezza. E Renzi lavora a nuovo partito
L'ex segretario del Pd, Matteo Renzi
1 dicembre 2018

“L’economia italiana si e’ fermata”, attacca Martina. “Questo e’ il governo del fallimento”, dice Zingaretti commentando i dati del Pil. “Per quanto tempo diranno che la colpa e’ di Renzi?”, sostiene Marcucci che appoggia Minniti alla corsa per la segreteria dem. Il Pd insomma si ritrova compatto a mettere nel mirino l’esecutivo sull’economia. Diviso, invece, sul tema sicurezza. Martina, sostenuto anche da Orfini, ha proposto di lanciare ai gazebo del 3 marzo un referendum sul dl sicurezza.

“Un provvedimento che e’ una barbarie”, la riflessione di Richetti che nei giorni scorsi ha fatto un passo indietro per sostenere l’ex ministro dell’Agricoltura. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari dem pero’ la mossa di Martina non e’ condivisa dagli altri candidati. Freddo Zingaretti e neanche Minniti che da ministro dell’Interno ha varato norme proprio sul tema della sicurezza avrebbe intenzione di avallare l’operazione. Nel Pd al momento la discussione e’ legata a quel 51% necessario per ottenere le chiavi del Nazareno. Si studiera’ come fare in modo che il leader possa essere chi ha ottenuto piu’ voti e non sia l’assemblea a decidere, qualora nessuno raggiunga quell’asticella.

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Si studiera’ anche se e come cambiare il nome al Pd prima delle Europee proprio per l’esigenza di dare un cambio di passo rispetto al passato ed allargare il campo a tutto il centrosinistra. Una prospettiva – quella del cambio nome – che pero’ non entusiasma chi sostiene Minniti e vorrebbe, invece, superare la diatriba sul renzismo e non. Intanto Renzi e’ sempre piu’ tentato a far diventare i comitati civici per la resistenza un proprio partito. Una direzione che tuttavia non convince i suoi fedelissimi in Parlamento (soprattutto se il 3 marzo dovesse vincere Minniti) tanto piu’ l’ex premier Gentiloni. “Non penso che ci sia questa tentazione”, osserva. Per poi aggiungere: “Non avrebbe successo”. Ma e’ una operazione anche temuta perche’, riflette un renziano, potrebbe togliere linfa al Pd e soprattutto limitare le presenze ai gazebo del 3 marzo.

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