Pdl maggioranza a Camera, verso primo incontro su legge elettorale

Pdl maggioranza a Camera, verso primo incontro su legge elettorale
6 novembre 2019

La maggioranza ha presentato alla Camera la prima tranche del pacchetto riforme, con l’obiettivo di controbilanciare gli effetti del taglio dei parlamentari. Si tratta delle prime tre riforme contenute nel documento di impegno sottoscritto da Pd, M5s, Leu e Iv. Ovvero, la riduzione da tre a due del numero dei delegati regionali che compongono la platea che elegge il Capo dello Stato e la modifica dell’elezione del Senato su base regionale, che diventa su base circoscrizionale. La riforma scattera’ il giorno successivo all’entrata in vigore del taglio degli eletti. Tuttavia, per quel che riguarda i delegati regionali, la modifica avra’ effetto nella legislatura successiva. “Discuteremo dell’avvio dell’esame gia’ nell’Ufficio di presidenza della prossima settimana, una volta che il testo sara’ ufficialmente assegnato alla commissione. Si procede spediti.

La maggioranza e’ compatta”, assicura all’Agi il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Giuseppe Brescia (M5s). L’altra tranche del primo step di riforme, contenente l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato, invece, sempre come da accordi nella maggioranza, sara’ oggetto di un emendamento da presentare a palazzo Madama al ddl costituzionale sul voto ai 18enni per eleggere i senatori. Ma prima, spiega il capogruppo dem in commissione Affari costituzionali, Dario Parrini, bisognera’ svolgere le audizioni, in tutto 14, e poi sara’ fissato il termine per gli emendamenti. Intanto, la maggioranza si appresta ad avviare il confronto su quello che potrebbe trasformarsi in un percorso accidentato: la riforma della legge elettorale. Potrebbe svolgersi gia’ martedi’ prossimo un primo incontro tra le varie forze della maggioranza, per arrivare ad una proposta condivisa entro dicembre, come e’ stato scritto nero su bianco nel documento. Ma a differenza delle riforme costituzionali, sul sistema di voto manca ancora una linea comune nella maggioranza.

E, certo, non aiutano le fibrillazioni che si registrano ogni giorno sulla manovra. Anzi, fonti di maggioranza spiegano che finche’ non si rasserena il clima, ogni partito manterra’ le proprie carte coperte. “Non e’ il caso di andare a toccare un tema cosi’ delicato in questo momento in cui tutto traballa”, osserva ad esempio una fonte dem. A complicare ulteriormente il quadro, poi, ci sono proprio le posizioni diverse all’interno del Pd sul sistema elettorale, dove non tutti i dem sposano un ritorno al proporzionale, anche se corretto magari con una soglia di sbarramento alta (si ipotizza il 5%) o con un doppio turno nazionale con possibilita’ di apparentamento. I pentastellati, viene riferito, ‘temono’ piu’ i renziani, e sono convinti che l’ex premier possa mettersi di traverso.

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