Il premier sarà politico, passo lato Di Maio e Salvini

Il premier sarà politico, passo lato Di Maio e Salvini
Matteo Salvini e Luigi Di Maio
16 maggio 2018

E’ alla battute finali – a meno di un ennesimo colpo di scena – la trattativa tra M5s e Lega in vista della formazione del governo. Secondo le aspettative di entrambi i partiti, si dovrebbe chiudere oggi il tavolo sul ‘contratto di governo del cambiamento’ in discussione dalla settimana scorsa. Ieri, in una nota congiunta, M5s e Lega hanno chiarito che nella bozza rivista in queste ore non vi e’ alcuna messa in discussione dell’euro anche se si chiede una revisione della governance Ue e della politica monetaria comune. Al suo arrivo alla Camera, Matteo Salvini si e’ mostrato ottimista sulla chiusura del tavolo entro oggi e ha anticipato che insieme a Luigi Di Maio potrebbe salire al Colle “anche prima” di lunedi’ per comunicare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le novita’ sostanziali. In una giornata in cui Piazza Affari registra perdite sopra il 2% e lo spread Btp-Bund e’ tornato a superare i 150 punti, il segretario leghista non fa una piega: “Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, piu’ lavoro e meno clandestini, piu’ sicurezza e meno tasse”, ha affermato il segretario leghista in diretta Facebook. “Stiamo preparando un governo in tempi record e credo che i mercati debbano prendere atto anche di questo”, ha tagliato corto Di Maio.

Sarebbe tramontata l’idea di un premier ‘terzo’

Oltre al programma, si stringe anche per chiudere il nodo sulla premiership e sulla composizione della squadra di governo. Secondo quanto si apprende da fonti di entrambi i partiti, sarebbe tramontata l’idea di un premier ‘terzo’. Mentre tutte le altre ipotesi sarebbero tornate sul campo e prenderebbe quota l’idea di affidare la presidenza del Consiglio a un esponente pentastellato che non sia Di Maio, con quest’ultimo e Salvini che hanno ribadito anche oggi la loro disponibilita’ a fare un ‘passo di lato’. Tra i nomi che circolano vi sono quelli di Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Emilio Carelli e Vincenzo Spadafora. Ma Di Maio ha chiarito: “Qualsiasi nome stia girando secondo me e’ bruciato”. Secondo alcune fonti, il partito di via Bellerio avrebbe, invece, avanzato la richiesta di un presidente del Consiglio non schierato con M5s, mentre il Movimento, forte del suo 32% contro il 17% della Lega, insiste su un tesserato 5 Stelle. Sia Salvini che Di Maio hanno poi entrambi fatto intendere di voler comunque entrare nell’esecutivo.

“Insulti” sui quotidiani, l’ira di Salvini

“Io me lo auguro, sara’ metterci alla prova in prima persona”, ha detto Di Maio. Mentre, sulla sua collocazione, il segretario leghista e’ stato chiaro: “Non vado a fare il ministro per il gusto di farlo, vado al governo solo se c’e’ un programma firmato nero su bianco, con tempi fissati”. Salvini ha rivendicato poi per la Lega i dicasteri di Interno e Agricoltura. “Stiamo cercando una soluzione politica per la premiership, nei tecnici non ci credo. Se serve a far partire il governo, io e Salvini siamo pronti anche a starne fuori”, ha confermato Di Maio. E in merito al rapporto con l’Europa ha chiarito: “Massimo dialogo ma l’Italia non puo’ essere piu’ subalterna alle dinamiche di qualche eurocrate. Piu’ ci attaccano e piu’ mi fanno capire che siamo sulla strada giusta”. I due leader, infine, hanno garantito che la presenza nel contratto dei temi cari ai loro partiti. In particolare, Salvini ha confermato che e’ stata raggiunta un’intesa per “smontare” la legge Fornero. E criticato gli “insulti” letti sui quotidiani (“Anche ‘Il Giornale’ di casa Berlusconi”, ha notato. Ma “il tradimento non e’ nel mio Dna”, ha poi aggiunto confermando lealta’ al centrodestra). “Meglio barbari che servi che svendono la dignita’”, ha poi replicato al ‘Financial Times’ che ieri dipingeva la formazione del governo M5s-Lega come l’ingresso “dei barbari dentro le mura di Roma”.

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