Rifiuti, commissione di inchiesta boccia la Sicilia. “E’ emergenza. Infiltrazioni malavitose di tutti i tipi” (VIDEO)

Rifiuti, commissione di inchiesta boccia la Sicilia. “E’ emergenza. Infiltrazioni malavitose di tutti i tipi” (VIDEO)
27 marzo 2015

Suona come una condanna senza appello quella di Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, oggi in prefettura a Palermo. “In Sicilia c’è una situazione di emergenza, non dichiarata – tuona -: dalle prime considerazioni che abbiamo fatto, dagli elementi che abbiamo raccolto, dal 2010 (anno dell’ultimo report fatto dai nostri predecessori) a oggi non ci sono stati cambiamenti”. Per Bratti, “esiste un sistema di fatto basato su discariche, soprattutto private e non è in linea con quelli che sono gli orientamenti più moderni”. Il parlamentare evidenzia anche che nell’Isola “c’è la raccolta differenziata tra le più basse d’Italia”. “Gli impianti di compostaggio  – spiega – avrebbero potuto essere una soluzione ma adesso non funzionano. C’è una gestione del percolato molto complicata e problematica che ancora non trova impianti importanti in Sicilia. Complessivamente la situazione è molto grave”. Ed ancora.

“Non è partito il sistema delle Srr, le società d’ambito che avrebbero dovuto sostituire gli Ato e in alcuni Ato ci sono infiltrazioni mafiose, favorite dalla disorganizzazione”. Poi c’è anche l’annosa questione della criminalità organizzata che, com’è noto, ha sempre ritenuto i rifiuti un grande business. “In un sistema ordinario di gestione dei rifiuti che non va, le infiltrazioni malavitose ci sono di tutti i tipi e di tutti generi, come per esempio i noti fenomeni corruttivi anche all’interno delle strutture pubbliche come quella della Regione”, prosegue Bratti, definendo lo scenario “una situazione che abbiamo definito sconcertante”. Ma non è tutto. “Abbiamo monitorato la situazione del Coinres – dice ancora il parlamentare – che fa perno su Bagheria, dove l’attività è stata pesantemente influenzata da attività malavitose. Ci sono altre situazioni nel trapanese che riguardano società come Belice Ambiente. Nel catanese – conclude – ci sono state intimidazioni nei confronti di alcuni sindaci dopo che hanno deciso di cambiare il gestore del servizio di raccolta. Sono cose che ci lasciano poco tranquilli”.

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