Rifiuti a Roma, storia infinita della “monnezza”. E ora M5s apre alla discariche

Rifiuti a Roma, storia infinita della “monnezza”. E ora M5s apre alla discariche
Virginia Raggi
10 gennaio 2019

Possibile svolta nella crisi dei rifiuti che stringe la Capitale: nella riunione della cabina di regia voluta dal ministro dell’ambiente Sergio Costa tenutasi presso il ministero, si è lavorato sulle aree “bianche” indicate dalla Città Metropolitana come possibili sedi di impianti per lo smaltimento o lo stoccaggio dei rifiuti, nella mappa già trasmessa a dicembre dalla Città metropolitana alla Regione. In Campidoglio bocche cucite su un incontro definito ‘strettamente tecnico’ cui avrebbe preso parte la sola assessora capitolina all’Ambiente Pinuccia Montanari per parte politica, ma che occupa in queste ore occupa pagine intere dei quotidiani romani secondo i quali il M5S avrebbe ammorbidito le sue posizioni di netto ‘no’ all’apertura di eventuali discariche di servizio nel territorio metropolitano.

Dopo il rogo del Tmb Salario, infatti, è diventato cruciale per la Capitale accelerare con l’individuazione delle aree adatte all’impiantistica e il tabu sulle discariche è già stato rotto con l’autorizzazione al trasferimento di 300 tonnellate di rifiuti al giorno nella discarica di Ponte Malnome. A inizio gennaio era stato, inoltre, completato uno studio dai tecnici della città Metropolitana che, sulla base delle indicazioni dei propri omologhi nei comuni dell’area, avevano individuato quattro ‘aree bianche’ nel Comune di Roma e tre fuori, idonee a accogliere tutti i tipi di impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti: un’area nel Tiburtino (IV Municipio) al confine con Guidonia, una seconda tra il X Municipio di Ostia e il IX Laurentino, il terzo tra l’XI Municipio e il Comune di Fiumicino, e l’ultimo in XIV Municipio. Le tre fuori Comune interessano Cerveteri, Riano e Ladispoli.

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La fuga di notizie irrita il Campidoglio, che bolla quanto riportato come ‘fake news’, ma a rispondere è la Città Metropolitana, spiegando di non avere indicato alcun sito per la realizzazione di discariche per i rifiuti nel territorio della Capitale o dell`area metropolitana”, si precisa in una nota, aggiungendo che “la mappa trasmessa lo scorso 22 dicembre alla regione Lazio, con mero atto amministrativo previsto dalla legge, riporta le aree indicate dai Comuni della area metropolitana come idonee alla realizzazione di impianti la cui definizione spetta esclusivamente alla Regione Lazio”. Il lancio viene parzialmente corretto dalla consigliera capitolina M5S Simona Ficcardo che in una nota precisa che per ‘aree bianche’ – quelle indicate dalla Città metropolitana nella mappa al centro della polemica “si intendono i luoghi in cui è possibile aprire nuovi impianti, non necessariamente discariche come alcuni catastrofisti di professione vorrebbero far credere”.

E rimanda alla Regione Lazio “l’ultima parola sulla scelta delle aree bianche, nonché il compito di individuare le tipologie di impianti di smaltimento da realizzare e la loro collocazione”. Nonostante la correzione del tiro, il centrosinistra metropolitano è già sul piede di guerra: “La Raggi fa fare il lavoro sporco ai tecnici – attacca il capogruppo metropolitano Federico Ascani de ‘Le città della Metropoli – non si assume come suo solito alcuna responsabilità, e scarica sui territori il problema dell`immondizia. Avevamo chiesto di portare il documento in aula e discuterne democraticamente. Attiveremo tutte le nostre energie per far sì che il dramma dei rifiuti romani non diventi una guerra tra i cittadini e tra i territori”. A puntare il dito contro Virginia Raggi è il segretario del Pd provincia di Roma, Rocco Maugliani.

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“Finalmente è caduta la maschera: dopo due anni e mezzo di nulla sulle politiche dei rifiuti, le indicazioni dei tecnici della Città metropolitana sui sette siti scelti per la discarica di Roma smascherano le bugie ripetute fino alla noia dalla sindaca Raggi” e ricorda che “dopo il rogo del Tmb Salario, le immagini dei cinghiali che rovistano tra la spazzatura e i cumuli di immondizia davanti alle case, agli ospedali e alle scuole, che hanno provocato la dura presa di posizione di presidi e associazioni di medici” ora “i grillini cercano di correre ai ripari, rimangiandosi le promesse fatte in campagna elettorale (che novità!) e provando a riversare i rifiuti di Roma sulla provincia. Ma su questo la sindaca è avvisata, siamo pronti a una mobilitazione straordinaria”.

E a promettere battaglia i sindaci di Fiumicino e Cerveteri, Esterino Montino e Alessio Pascucci. “Levatevi dalla testa l`idea di portare una discarica territoriale nel nostro Comune. Lo dico alla Città Metropolitana” tuona Montino e ribadisce: “la zona di Pizzo del Prete non è area bianca, come erroneamente indicato dalla Città Metropolitana, e quindi in teoria idonea alla realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti. Già in passato avevamo richiesto la revisione di questa cartografia sbagliata, che ignora pareri, vincoli territoriali, archeologici, ambientali e idrogeologici, che di fatto escludono quest`area dalle cosiddette zone bianche”.

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Raggiunto da Askanews il sindaco di Cerveteri non lascia spazio a dubbi e assicura: “a Cerveteri e a Fiumicino la discarica e l’inceneritore non li faranno neanche se vengono con l’Esercito o con le ruspe che tanto piacciono al nostro attuale Governo. Quell’area non è adeguata non può accoglierle” e lancia la sfida: “Noi scenderemo in piazza con qualunque comune della Città Metropolitana sulla quale Roma vuole gettare la sua incapacità, perchè la Raggi è sindaca non ricordo più da quanti anni e la gestione dei rifiuti fa schifo. Non sono capaci a fare la raccolta differenziata, trovassero loro delle soluzioni e a casa loro. Noi difenderemo i comuni della Città metropolitana non solo Cerveteri o Fiumicino. Difenderemo qualunque comune si trovi a dover subire le angherie di una sindaca incapace” assicura, ribadendo che quell’area insiste in un sito Unesco ed è una zona sottoposta a vincoli sia ambientali che archeologici. E mentre nelle cittadine dell’ex provincia di Roma sale la tensione e si studiano le contromosse per arginare i rifiuti di Roma dentro il Raccordo Anulare, da via Cristoforo Colombo la Regione Lazio ricorda ruoli e compiti che toccano agli enti sul fronte “mondezza”.

Tocca alla Città metropolitana individuare le aree idonee “è una sua competenza” e spiega inoltre con una nota: “Nel corso della riunione di ieri al Ministero dell`Ambiente, la Regione ha finalmente acquisito dopo molte e ripetute richieste le due nuove cartografie elaborate dalla Città metropolitana di Roma” scrivono dalla Regione e precisano che “da parte sua, la regione ha il compito di redigere il Piano rifiuti, promuovendo politiche attive per ridurre la produzione dei rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e stimare il fabbisogno impiantistico dei singoli ambiti provinciali.

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La localizzazione degli impianti, tra le aree ritenute idonee dalla Città metropolitana di Roma e dalle altre province del Lazio, è invece una competenza degli enti locali, frutto del lavoro e delle scelte delle varie amministrazioni” chiariscono da via Cristoforo Colombo, e precisano facendo un chiaro, diretto e formalissimo riferimento a Roma: “La Regione Lazio ha richiesto, ai sensi della stessa legge, al Comune di Roma l’aggiornamento del Piano Industriale di Ama per conoscere il fabbisogno impiantistico previsto per la gestione del ciclo dei rifiuti della Capitale” e sottolinea che “queste sono attribuzioni previste dalla legge e non sono suscettibili di interpretazioni di parte”. Di qui una data che potrebbe mettere un punto alla vicenda rifiuti o segnare un nuovo inizio: “La Regione conferma infine che approverà in Giunta il Piano rifiuti entro il mese di gennaio”.

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