Ruby ter, processo sospeso per elezioni europee

Ruby ter, processo sospeso per elezioni europee
Ruby-Rubacuori
15 aprile 2019

Le elezioni europee bloccano il processo Ruby ter. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale di Milano accogliendo la richiesta dell’avvocato Federico Cecconi, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, di rinviare il procedimento a una data successiva a quella di domenica 26 maggio. “Le liste elettorali saranno depositate nei prossimi giorni ma Berlusconi ha già formalizzato la sua decisione e sarà capolista in diverse circoscrizioni elettorali”, ha osservato in aula il legale mostrando in aula alcuni articoli di stampa dedicati alla candidatura del leader di Forza Italia. L’istanza è stata accolta giuidici della Settima Sezione Penale che hanno rinviato il procedimento al 10 giugno. Nel frattempo, ha stabilito il Tribunale, i termini di prescrizione resteranno “congelati”.

Nell’udienza di oggi è stata anche dichiarata la riunificazione del troncone processuale principale con l’ultimo filone stralcio, quello a carico di Berlusconi e dell’infermiera Roberta Bonasia, trasmesso nei mesi scorsi dal Tribunale di Torino a quello di Milano per competenza territoriale. Le testimoni chiave dell’accusa, Ambra Battilana, Chiara Danese, già estromesse dal troncone principale insieme alla defunta Imane Fadil, ma non dal filone stralcio, restano fuori dal processo: non sono state ammesse come parti civili e perciò non potranno pretendere risarcimenti economici neppure in caso di condanna degli imputati. L’unica parte civile ammessa è Ambra Battilana ma soltanto per l’imputazione di calunnia contestata a Roberta Bonasia.

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Oggi c’è stato anche spazio per affrontare le questioni preliminari: la richiesta della difesa Berlusconi di trasferire il processo al Tribunale di Siena per competenza territoriale è stata rigettata. Secondo i giudici, i primi pagamenti effettuati da Berlusconi a favore degli ospiti delle serate di Villa San Martino vennero infatti effettuati da Giuseppe Spinelli, ragioniere di fiducia dell’ex premier, a Segrate, comune in provincia di Milano. Berlusconi e gli altri imputati dovranno dunque affrontare il processo a Milano, Tribunale competente per territorio. Secondo l’accusa, l’ex premier (imputato per corruzioni in atti giudiziari) avrebbe pagato con 10 milioni di euro Ruby, diverse “olgettine” e altri ospiti delle cosiddette “cene eleganti” (che rispondono anche di falsa testimonianza) per comprare il loro silenzio e spingerli a rendere dichiarazioni false o reticenti nelle aule dei processi sul “bunga bunga” di Arcore. Un processo dal cammino tortuoso: la prima udienza risale al gennaio 2017 e soltanto oggi è arrivato il verdetto dei giudici sulle questioni preliminari formulate dalle difese.

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