Sabotate navi petroliere saudite, alta tensione con Iran

Sabotate navi petroliere saudite, alta tensione con Iran
13 maggio 2019

Alcune navi petroliere sono state oggetto di sabotaggio al largo di Fujairah. Lo denunciano le autorita’ di Riad e di Abu Dhabi, mentre sale la tensione nel Golfo dopo l’annuncio di Teheran di non rispettare parte dell’intesa sul nucleare e l’invio di navi e batterie di missili Patriot nella regione da parte degli Usa. Intanto, il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo fa tappa a Bruxelles prima dell’incontro di domani con il presidente russo Vladimir Putin a Sochi. “Siamo molto preoccupati che, a causa dell’escalation della tensione, un incidente possa scatenare una guerra”, ha detto il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt prima di incontrare Pompeo. A detta del ministro saudita per l’Energia, Khalid Al-Falih, “due compagnie petrolifere saudite sono state sabotate nella zona economica esclusiva degli Emirati Arabi, al largo delle coste dell’emirato di Fujairah, mentre stavano per entrare nel Paese, nel Golfo dell’Arabia”.

Domenica erano stati gli Emirati a denunciare “atti di sabotaggio” contro quattro navi commerciali di diverse nazionalita’, a est di Fujairah, senza identificare gli autori ma definendo l’evento “serio”. A Teheran, le autorita’ iraniane hanno chiesto l’apertura di un’indagine. “Questi incidenti nel Mar Arabico sono allarmanti e deplorevoli”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Abbas Mousavi, mettendo in guardia contro “l’avventurismo straniero” per distruggere il trasporto marittimo nella regione. Tutti i mercati azionari del Golfo sono scesi lunedi’ a meta’ giornata, tra cui Ryad (-2,7%), Dubai (-3,7%) e Abu Dhabi (-3%). Il ministro dell’Energia saudita ha dichiarato che le azioni contro le petroliere saudite non hanno causato ne’ vittime ne’ una fuoriuscita di petrolio, ma che hanno causato “danni significativi alle strutture delle due navi”.

Una delle due petroliere era in attesa per essere caricata nel terminal dell’Arabia Saudita di Ras Tanura per la consegna ai clienti statunitensi, ha detto. Successivamente, il ministero degli Esteri saudita “ha condannato” un “atto criminale” che costituisce una “seria minaccia” per le spedizioni e ha “un impatto negativo sulla pace e la sicurezza”. Come Abu Dhabi, Riad non ha accusato nessuno. Ne’ i due Paesi hanno precisato quale sia la natura degli “atti di sabotaggio”. Il porto di Fujairah e’ l’unico terminale negli Emirati Arabi Uniti sulla costa del Mar Arabico che aggira lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passano la maggior parte delle esportazioni di petrolio del Golfo. L’Iran ha ripetutamente minacciato di chiudere questo Stretto strategico, cruciale per il commercio globale di petrolio, nel caso di uno scontro armato con gli Stati Uniti.

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La denuncia di questi episodi da parte di due stretti alleati di Washington arriva in mezzo a una nuova tensione tra Usa e Iran dopo il rafforzamento delle sanzioni statunitensi contro la Repubblica islamica, che ha sospeso alcuni dei suoi impegni nucleari. Domenica sera, il Dipartimento di Stato ha annunciato che il capo della diplomazia americana, Mike Pompeo, ha deciso di andare lunedi’ a Bruxelles per discutere di “questioni urgenti”, e in particolare dell’Iran, con le sue controparti europee, annullando di conseguenza la sua visita a Mosca. Pompeo aveva gia’ cancellato nei giorni scorsi viaggi a Berlino e in Groenlandia per concentrarsi sul dossier iraniano. La tensione e’ salita bruscamente nel bel mezzo della giornata di domenica nel Golfo, quando siti pro-iraniani hanno riferito una serie di esplosioni nel porto di Fujairah, sostenendo che tra sette e dieci petroliere avevano preso fuoco dopo un sorvolo di aerei americani e francese. Gli Emirati avevano categoricamente negato prima di annunciare, in prima serata, “atti di sabotaggio” contro quattro navi commerciali.

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