Salute, 7,5 mln di italiani depressi

14 luglio 2014

Con 28 dosi al giorno ogni mille abitanti, gli antidepressivi si collocano, nel 2013, al primo posto per consumo tra i farmaci per il sistema nervoso centrale (che, lo scorso anno, sin sono posizionati al quarto posto per spesa, 3,2 miliardi di euro, e consumi, 164 dosi giornaliere ogni mille abitanti). In particolare, in regime di assistenza convenzionata, si confermano al primo posto per consumi gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). A sottolinearlo e’ l’Agenzia italiana del farmaco, nell’annuale Rapporto Osmed sul consumo dei farmaci in Italia. Dai dati epidemiologici provenienti dalla Medicina Generale, si legge nel Rapporto, emerge che la depressione maggiore risulta colpire il 12,5% della popolazione assistibile (pari circa a 7,5 milioni di italiani), di cui solo il 34,3% assume farmaci antidepressivi.

Il livello di aderenza alla terapia risulta inferiore al Sud (34,5%) rispetto al Nord (40,2%) e al Centro (39,8%) ed e’, anche, lievemente superiore nelle donne (38,8% contro il 37,4% negli uomini. Analogamente ad altre categorie di farmaci, sottolinea Aifa, l’aderenza migliora all’aumentare dell’eta’: 33,6% fino a 45 anni; 37,8% tra 46 e 65 anni; 40,4% tra 66 e 75 anni; 41,6% dopo i 75 anni. Nel 2013, inoltre, si registra una percentuale pari al 24,5% di pazienti trattati con farmaci antidepressivi occasionali, sebbene leggermente in calo rispetto al 2011 (-4,3%). Questa categoria di pazienti e’ maggiormente concentrata nelle fasce d’eta’ piu’ giovani il 29,4% ha meno di 45 anni) e negli uomini (26,1%) rispetto alle donne (23,7%), con le percentuali maggiori al Sud (28,8%) rispetto al Nord e al Centro (22,6%). “Alcuni recenti studi internazionali – commenta il direttore generale di Aifa, Luca Pani – indicano che nel 2030 la depressione, dopo le malattie cardiovascolari, sara’ la patologia responsabile della perdita del piu’ elevato numero di anni di vita attiva e in buona salute. Ed inevitabilmente – dunque – gli antidepressivi rappresentano ad oggi una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica.

Nell’ultimo decennio – prosegue – il consumo di antidepressivi e’ cresciuto in maniera drammatica: da una parte- spiega – per l’aumentata prevalenza di depressione ed altri disturbi psichiatrici di comune riscontro nella popolazione generale, quali ansia ed attacchi di panico; dall’altra, per la maggiore maneggevolezza di altri antidepressivi di recente commercializzazione e degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). La prevalenza di depressione – ricorda – e’ piu’ alta nelle donne rispetto agli uomini ed aumenta in maniera rilevante all’aumentare dell’eta’, con un picco vicino al 15% negli ultra 75enni, valore probabilmente sottostimato a causa dei casi di depressione frequentemente non diagnosticati in eta’ avanzata”. Indipendentemente dall’antidepressivo utilizzato, conclude Aifa nel Rapporto, le linee guida raccomandano un trattamento di almeno 6 mesi nei pazienti affetti da depressione, in virtu’ dell’alto rischio di recidiva a cui si attribuisce gran parte dei costi economici e sociali della depressione. Precedenti studi osservazionali hanno tuttavia dimostrato che quasi il 50% dei pazienti in trattamento con antidepressivi sospende il trattamento nei primi tre mesi di terapia ed oltre il 70% nei primi 6 mesi.

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