Salvini e Meloni in allarme per “fughe” da FI, ma Berlusconi rassicura

Salvini e Meloni in allarme per “fughe” da FI, ma Berlusconi rassicura
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi
19 settembre 2019

“Ipotesi che non esiste”. Silvio Berlusconi e’ sceso in campo per garantire la compattezza e l’unita’ di Forza Italia, smentendo che vi possa essere una fuga di parlamentari azzurri attratti dalle sirene del nuovo progetto di Matteo Renzi. “Ieri su indicazione dei miei capigruppo mi sono voluto raccordare con questi deputati, ho telefonato e non c’e’ nessuno che mi abbia detto che la partecipazione alla cena organizzata da Mara Carfagna avesse un valore diverso che non stare insieme, sentirsi amici e riunirsi anche per parlare di cose che non siano le solite cose della politica”, ha assicurato il Cavaliere a Strasburgo. Un messaggio che sarebbe stato apprezzato dagli alleati del ‘vecchio’ centrodestra in fase di rifondazione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il segretario leghista e la presidente di Fratelli d’Italiane hanno parlato in tarda mattinata a Roma.

Nel corso del faccia a faccia – viene riferito – e’ emersa la “preoccupazione” per la tenuta di FI e le ipotesi di fuoriuscite di parlamentari azzurri a rinfoltire la ‘truppa renziana’ o in altre formazioni per ‘puntellare’ la nuova maggioranza Pd-M5s a sostegno del Conte II. In questo senso e’ stata assolutamente apprezzata l’uscita di Berlusconi. E le garanzie che avrebbe fornito Carfagna al Cavaliere. Non voglio morire ‘renziana’, ne’ ‘salviniana’, ma ‘berlusconiana’, avrebbe garantito la vice presidente della Camera a Berlusconi. A preoccupare la Lega poi sono le dichiarazioni forziste sulla legge elettorale. Anche se una decisione definitiva non e’ stata presa e per ora ai gruppi regionali non e’ stata data alcuna indicazione netta (per esempio in Lombardia FI ha annunciato il suo si’ tecnico domani in commissione Affari istituzionali, in attesa di capire), il presidente di FI si e’ pronunciato contro il referendum abrogativo della parte proporzionale del Rosdatellum bis, lanciato dalla Lega.

“Ho incontrato Salvini la settimana scorsa e abbiamo anche messo sul tavolo le differenze”, ha detto l’ex premier. “Loro – ha spiegato – sono sovranisti e noi non lo siamo, loro sono contro l’Unione europea per certi versi e noi siamo convinti europeisti, loro pensano di cambiare la legge elettorale togliendo i due terzi di proporzionale per arrivare in tutti i collegi con il maggioritario. Noi invece riteniamo che questa legge elettorale funzioni, che il centrodestra abbia la possibilita’ di vincere le prossime elezioni anche i due terzi del proporzionale e quindi anche questo punto e’ uno che ci differenzia dalla Lega”. La proposta di referendum deve essere approvata a maggioranza assoluta da cinque Consigli regionali entro il 30 settembre e, se Forza Italia fara’ mancare i suoi voti, la strada del progetto maggioritario salviniano e’ tutta in salita, ci si lamenta in via Bellerio.

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Altro tema sono i candidati alle prossime regionali. Salvini da’ per scontata la corsa delle leghiste Donatella Tesei, in Umbria, e Lucia Borgonzoni, in Emilia-romagna. Ma e’ un fatto che Fratelli d’Italia in queste Regioni non ha ancora ritirato i suoi candidati. E le dichiarazioni di Meloni non sono state concilianti. “Bisogna parlare ancora di tutto, ma bisogna partire dai candidati piu’ spendibili per vincere e io voglio vincere”, ha risposto a chi le chiedeva di commentare la candidatura dell’ex sottosegretaria emiliana. Altro tema di ‘divergenza’ e’ la collocazione in Europa e la decisione di FI di appoggiare la nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo, che vede la contrarieta’ della Lega. Tutti questi dossier finiranno sul tavolo di un vertice, che si dovrebbe tenere la prossima settimana.

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