Sanremo blindatissima, arrivano anche i gilet gialli: Di Maio fa solo campagna elettorale

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8 febbraio 2019

Luigi Di Maio “non ha incontrato un leader dei gilet gialli”, ma il movimento francese “non ha nulla contro di lui”. A dirlo è Maxime Nicolle, 31 anni, “lavoro interinale nella logistica”, volto noto e uno dei “leader de facto” dei gilets jaunes arrivato con una piccola delegazione in moto e in macchina a Sanremo, sollevando curiosità e provocando un rafforzamento della sicurezza. A Sanremo sono arrivati “per incontrare cittadini italiani che ritengono che la nostra lotta sia giusta in Francia”, ha spiegato Nicolle. Hanno fatto la loro comparsa in Piazza Vincenzo Muccioli intorno alle 14. Ad attenderli anche alcuni componenti del movimento analogo che si va creando anche in Italia. Nicolle non vuole essere chiamato leader, ma solo membro “mediatizzato” del movimento: ma è lui a parlare con i cronisti accorsi a riprendere ed intervistare il drappello presentatosi a Sanremo con tanto di bandiere tricolori francesi.

Di Maio, ha detto Nicolle, “ha incontrato delle persone che vogliono presentarsi in delle liste alle elezioni europee, ma che non rappresentano il movimento. Il movimento è di cittadini ed è rappresentato da tutti i cittadini che ne fanno parte, e non perché uno decide per tutti”. Il vicepremier italiano martedì 5 febbraio ha incontrato una delegazione di “gilet gialli” francesi guidata da Christophe Chalençon. A chi gli chiedeva perché Di Maio abbia incontrato Chalençon se quest’ultimo non è un leader del movimento, Nicolle ha risposto: “Forse è stato male informato, forse non è stata colpa sua, non ho parlato con lui e non posso dire se l’abbia fatto apposta. Quel che posso dire è che non è così, non ha incontrato un leader, ma una persona che ha preso un’iniziativa di fare una lista per le europee”. In sostanza, “Di Maio fa solo campagna elettorale, non ha sposato la nostra causa”. Secondo Nicolle, “fra i popoli italiano e francese non ci sono problemi, contrariamente al governo italiano e francese che a quanto pare hanno un problema in questo momento”. E infine ha tenuto a precisare:  “Non sono i gilet gialli che distruggono e devastano, ma sono i ‘casseurs’, come i vostri black block”.

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Ingente lo spiegamento di poliziotti in divisa, anche in assetto antisommossa, e in borghese, con personale della Digos e della Scientifica che formavano e fotografavano tutti. Ai francesi sono stati richiesti, e fotografati, i documenti di identita’. E così Sanremo, diviene una città blindatissima. Già misure di sicurezza elevatissime, in occasione della 69esima edizione del Festival. Da domenica 3 febbraio la città dei fiori è invasa da fan, appassionati, curiosi, giornalisti e fotografi. Impiegate decine e decine di uomini della sicurezza. Nei due ingressi intorno al Teatro Ariston – su via Matteotti – sono stati posizionati dei metal detector, dove le persone vengono controllate quotidianamente. Problemi di accesso anche per la stampa che, nonostante i pass, è costretta ad aggirare sempre il Teatro – preso d’assalto dai fan – in un unico accesso consentito. Impossibile entrare al Teatro senza biglietto, mentre durante le serate otto bodyguard sono schierate ai piedi del palco centrale durante la pubblicità. E oggi, i gilet gialli. Le misure di sicurezza si innalzano ancora di più, anche se i manifestanti dichiarano che sarà una “protesta pacifica”.

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