Sarahah, l'”App degli odiatori” nata come cassetta dei consigli

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6 settembre 2017

Nell’estate 2017 ha fatto molto parlare di sé, divenendo famosa come l'”App degli odiatori”. Parliamo di Sarahah l’applicazione che permette di inviare insulti anonimi che, in poco tempo, ha fatto il giro del mondo facendo registrare un boom di download. La sua popolarità, tuttavia, dopo un comprensibile picco iniziale, è andata via via calando, anche per problematiche legate alla privacy. Nelle intenzioni iniziali dell’ideatore, il 29enne saudita Zainalbdin Tawfiq, c’era però il proposito di creare una sorta di cassetta virtuale per suggerimenti anonimi, come quella di alcune aziende, piuttosto che uno strumento d’offesa per troll o leoni da tastiera. “Fondamentalmente ho creato l’App per risolvere un problema che ho avuto al lavoro – ha spiegato – ho pensato che i supervisori dovessero avere rapporti continui con i dipendenti per sapere quali siano i punti forti e quali le cose da migliorare”. “La prima soluzione che mi è venuta in mente – ha continuato il giovane – è stata creare una cassetta virtuale per i suggerimenti. Se un giorno diventassi un supervisore di sicuro ne vorrei una sulla scrivania. Da qui è nata l’idea di trasformarla in un’app per condividere idee costruttive”.

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La cosa però è un po’ sfuggita di mano a Zainalbdin e l’app si è trasformata nel sistema perfetto per offendere e stuzzicare chiunque, coperti dall’anonimato. “Sarahah in realtà non è nata per questo ma è utile a tutti – ha concluso l’ideatore – e tutti possono trarne vantaggio: organizzazioni, singoli individui, giornalisti, atleti, uomini d’affari e avvocati. Abbiamo un grande potenziale e il segmento di mercato è molto diversificato”. Di sicuro l’app, a prescindere da come viene usata, con i suoi 85 milioni di iscritti in tutto il mondo, ha rilanciato, incoraggiandola, l’iniziativa imprenditoriale in Arabia saudita. Ha dimostrato che, anche da quelle parti, start up e innovazioni digitali possono raggiungere grandi risultati se supportate nel modo corretto, attirando potenziali investitori e dando l’input alla nascita di una nuova generazione di aziende e imprenditori con l’appoggio di un incubatore tecnologico, sostenuto anche dal governo. Lo stesso Zainalbdin ha deciso che lascerà il lavoro per dedicarsi interamente alla sua app.

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