Sea Watch, Rackete 4 ore dai pm: ho chiarito tutto

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19 luglio 2019

E’ stata accolta all’uscita del tribunale di Agrigento con applausi e cori: “Brava Carola, brava”. Nelle precedenti 4 ore, il comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, era stata interrogata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pm Alessandra Russo e Cecilia Baravelli in quanto indagata – in un primo fascicolo d’inchiesta aperto a suo carico – per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per disobbedienza a nave da guerra. Pantaloni e maglia nera, la trentunenne tedesca non s’e’ sottratta ai cronisti: “Sono stata molto contenta di avere avuto l’opportunita’ di spiegare i dettagli del salvataggio del 12 giugno – ha detto – Spero che la commissione europea, dopo l’elezione del nuovo Parlamento, faccia il meglio per evitare queste situazioni e che tutti i paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili”.

“Carola non e’ piu’ membro dell’equipaggio della Sea Watch – ha chiarito l’avvocato di fiducia Alessandro Gamberini – Sono state semplici le cose da dire, e’ un salvataggio in mare fatto con tutti i crismi della regolarita’ e delle esigenze drammatiche che si erano realizzate. Tutto era documentato nel diario di bordo e abbiamo prodotto tutto. E’ giusto che ci sia un’indagine, ma montare strane idee sui salvataggi di Sea Watch e’ fuori dal mondo. Abbiamo ribadito lo stato di necessita’, tutti dicono che la Libia non e’ in grado di offrire porti sicuri, allora questo esigerebbe, se ci fosse coerenza, che i paesi europei si decidessero a presidiare le acque Sar libiche. La Sea Watch e’ un’organizzazione di volontari e criminalizzarla per una cosa che dovrebbero fare gli stati Ue, e’ incoerente”.

“Che il clima di odio ci sia e venga alimentato da dichiarazioni aggressive, irresponsabili e false, come quelle che il ministro Matteo Salvini ha presentato nei suoi profili social e’ pacifico – ha aggiunto Gamberini, che con il collega Leonardo Marino ha parte del collegio difensivo – Una chiacchiera da bar e’ un discorso, ben diverso e’ se le dichiarazioni arrivano da un uomo che ha responsabilita’ istituzionali. In questo senso noi crediamo che le parole del ministro abbiano una valenza istigatoria”. Appena ieri la Procura ha fatto ricorso in Cassazione contro la mancata convalida, da parte del gip Alessandra Vella, dell’arresto di Rackete.

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Intanto, e’ stato approvato, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, dove si sta esaminando il decreto sicurezza bis, l’emendamento della Lega che porta da 150 mila euro fino a un milione le multe per le navi che violano il divieto di ingresso, transito o sosta nelle acque territoriali italiane. Nel provvedimento iniziale le sanzioni da 10 mila a 50 mila euro. Passato anche l’emendamento, sempre della Lega, che introduce l’arresto obbligatorio in flagranza per il comandante della nave in caso di resistenza o violenza contro una nave da guerra.

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