Seconda denuncia per molestie contro nunzio in Francia

Seconda denuncia per molestie contro nunzio in Francia
18 febbraio 2019

Una seconda denuncia per “aggressione sessuale” è stata presentata oggi a Parigi contro il nunzio apostolico in Francia, mons. Luigi Ventura, 74 anni, già finito sotto inchiesta il mese scorso per lo stesso reato. Stando a quanto riportato oggi da Le Monde, la nuova denuncia è stata presentata da Benjamin G., 39 anni, sostenendo di essere stato anche lui vittima di Ventura nel gennaio del 2018, nello stesso luogo e secondo “lo stesso modo di operare ben rodato” che hanno portato le autorità a avviare un’indagine sui fatti denunciati dal sindaco di Parigi lo scorso gennaio.

Venerdì scorso il quotidiano francese aveva riferito di quanto accaduto il 17 gennaio 2019, in occasione dei tradizionali auguri di inizio anno del sindaco di Parigi Anne Hidalgo alle autorità civili, diplomatiche e religiose, all’Hotel de Ville. Secondo Le Monde, il rappresentante diplomatico vaticano, in quanto decano del corpo diplomatico presso la Repubblica francese, ha accompagnato la prima cittadina della capitale francese, come consuetudine protocollare, dal suo studio al salone del ricevimento. Prima il presule avrebbe “a più riprese” allungato la mano su un giovane dell’ufficio responsabile delle relazioni internazionali del municipio di Parigi (Dgri).

Le Monde ha quindi riferito della segnalazione trasmessa il 23 gennaio dal comune di Parigi alla Procura, sulla base dell’articolo 40 del codice di procedura penale, che obbliga alla denuncia “ogni autorità costituita, ogni pubblico ufficiale o funzionairo” che viene a sapere di un crimine o di un delitto. Anche Benjamin G. era un dipendente del municipio di Parigi: “Ero in prima fila – ha raccontato a Le Monde – a due metri da Anne Hidalgo, quando qualcuno è arrivato alla mia sinistra. Impegnato a lavorare, non mi sono voltato. Mi ha messo la mano sinistra sulla spalla e con la mano destra mi ha afferrato le natiche: un gesto da esperto, sicuro di sè, unito a un grande e disteso sorriso, come se si trattasse di qualcosa di normale. Sono rimasto sbalordito, la cerimonia era in corso, me ne sono andato. Ho capito pochi giorni fa che erano gesti abituali di un predatore”.

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