Spagna, il Psoe di Sanchez in soccorso ai socialisti europei

Spagna, il Psoe di Sanchez in soccorso ai socialisti europei
Pedro Sanchez
17 maggio 2019

Il Partito socialista spagnolo, vincitore delle elezioni politiche del 28 aprile scorso, è il favorito anche per le europee del 26 maggio, dove il suo contributo potrebbe dare una grossa mano a contenere le perdite del Pse, dato in notevole calo dai sondaggi al pari dei popolari del Ppe. Pedro Sanchez è quindi in controtendenza rispetto alla maggior parte dei partiti “fratelli” in Europa, come il Ps francese o l’Spd tedesco: il Pse conquisterebbe infatti solo 143 eurodeputati contro i 191 attuali, rimanendo comunque la seconda forza dietro al Ppe (171, ma ne aveva 216).

Il che darebbe al Psoe un notevole peso politico anche a Bruxelles – qualora i socialisti dovessero far parte di una coalizione che per ottenere la maggioranza dovrebbe contare non solo sul Ppe ma anche sui liberali dell’Alde (che, in crescita, supererebbero i 100 seggi). E va notato che la Spagna è uno dei pochi Paesi europei dove non esiste un movimento di tipo antieuropeista: destra e sinistra sono in fondo unanimi nel difendere lo statu quo – almeno finché Bruxelles rimarrà la migliore garanzia contro i “nazionalismi periferici” catalano e basco, il vero spauracchio dei conservatori spagnoli (nonché di una buona parte dei socialisti, a dire il vero.

Il calendario elettorale spagnolo ha tuttavia concentrato nel giro di un mese le politiche, le europee e le amministrative: archiviate le prime lo scorso 28 aprile, i partiti guardano alle restanti come ad una conferma (o a una riscossa) ma anche un banco di prova per eventuali alleanze di governo. Per questo il vero interesse dei socialisti sta piuttosto nelle amministrative e in particolare nella corsa per 12 comunità autonome (regioni) e, fra gli altri, i comuni di Madrid e Barcellona: in particolare se una possibile serie di alleanze con Unidas Podemos possa dare luogo a dei governi regionali o locali di coalizione che spianino la strada ad un’analoga iniziativa a livello nazionale. Quanto alla destra, il 26 maggio costituisce il secondo round di una lotta senza quartiere per la preminenza fra le tre componenti in cui è attualmente scissa: i “tradizionali” del Pp, usciti a pezzi dalla politiche ma ancora prima forza, i “moderni” di Ciudadanos impegnati nel sorpasso e gli “ultra” di Vox decisi a ripetere l’exploit delle politiche. askanews

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