Stop giochi, addio reddito di cittadinanza se si vincono 6.000 euro

Stop giochi, addio reddito di cittadinanza se si vincono 6.000 euro
22 marzo 2019

Vincere al gioco potrebbe non essere una buona notizia per chi ha ottenuto il reddito o la pensione di cittadinanza. Con una novita’ introdotta durante l’esame alla Camera e’ ora previsto che “la perdita dei requisiti si verifica anche nel caso di acquisizioni di somme” sopra gli importi previsti “a seguito di donazione successione o vincite”. L’importo e’ di 6.000 euro e sale di 2.000 euro per ogni componente della famiglia, fino ad un massimo di 10.000 euro. Il superamento della soglia deve essere comunicato entro 15 giorni. Prima all’opposizione, ora come forza di maggioranza, i Cinquestelle hanno fatto della lotta al gioco d’azzardo una vera e propria battaglia. E cosi’ ogni provvedimento su cui i pentastellati hanno finora lavorato ha piu’ o meno in evidenza interventi contro il gioco, considerato una vera e propria piaga sociale causa di dipendenza, poverta’ ed emarginazione.

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Il reddito di cittadinanza non poteva dunque fare eccezione: accanto al divieto di utilizzare la card in giochi, rimasto in vigore nonostante le nuove norme di tutela della privacy che vietano allo Stato di monitorare le spese dei beneficiari, in Parlamento e’ stato introdotto un nuovo paletto, volto a scoraggiare scommesse e puntate. La novita’ non riguarda solo i giochi ma tutti gli incrementi di ‘ricchezza’ che portano a superare le soglie di reddito e patrimonio stabilite dalla norma come requisiti massimi per ottenere il beneficio. Una norma che rientrava gia’ nella logica del provvedimento ma che durante il passaggio alla Camera e’ stata riformulata nel dettaglio, precisando chiaramente che i tetti non possono essere superati nemmeno nel caso in cui le somme aggiuntive siano state regalate, ereditate o vinte al gioco. Ovviamente il meccanismo scatta anche se la vincita e’ minore ma, sommandola a quanto gia’ si possiede, si superano le soglie previste per i requisiti patrimoniali. Questi sono articolati a seconda delle tipologie di famiglia. Cosi’ se il valore base da non superare e’ di 6.000 euro, e’ previsto un incremento di 2.000 euro per ogni familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. Ci sono poi ulteriori incrementi dal terzo figlio in poi e per eventuali familiari con disabilita’. Dal terzo figlio la somma si incrementa di 1.000 euro mentre per ogni disabile di 5.000 euro.

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